Todaysalute.it – Più della singola formula conta la
costanza: applicare il fotoprotettore nella quantità giusta e rinnovarlo durante la giornata incide sul risultato più di qualsiasi altra scelta. Una farmacista e formulatrice cosmetica spiega come orientarsi tra fototipo, texture, pelli sensibili e supporto nutraceutico.
Quando si parla di creme solari, la differenza tra una pelle protetta e una esposta a rischi dipende meno dal prodotto scelto e più dal modo in cui viene usato. È il punto di vista di
Meritxell Martí Castanyer, farmacista e formulatrice cosmetica, che per anni ha curato una rubrica dedicata al benessere sul periodico spagnolo ¡HOLA!.
Il criterio che, secondo la sua esperienza, guida la scelta di un fotoprotettore è semplice: che la persona lo usi davvero. Un prodotto eccellente serve a poco se, per consistenza o scarso comfort, non viene applicato con regolarità.
«Il miglior fotoprotettore è quello che la persona applica correttamente, nella giusta quantità e in modo costante», osserva la farmacista. La scelta, aggiunge, va sempre adattata al tipo di pelle, all'età, alle abitudini e all'ambiente in cui si vive.
Gli errori più frequenti nell’uso del solare
Diversi comportamenti riducono l'efficacia reale della protezione. I più comuni sono:
- usare un livello di protezione inferiore a quello indicato dal fototipo, ossia dalla classificazione della pelle in base alla reazione al sole, e non dall'idea personale di una bella abbronzatura;
- applicare una quantità di prodotto insufficiente;
- non rinnovare l'applicazione quando necessario durante l'esposizione;
- affidarsi solo a formule difficili da stendere, che poi si tende a usare meno o ad abbandonare.
Anche chi predilige filtri esclusivamente fisici, ritenendoli sempre la scelta migliore, a volte ne riduce l'uso perché si tratta di formulazioni dense o che lasciano un residuo bianco visibile.
Texture e formule ibride
Sul piano farmaceutico, le
formule ibride, che combinano filtri fisici e chimici, rappresentano per la formulatrice uno dei progressi più interessanti, per l'equilibrio tra efficacia, tollerabilità ed esperienza sensoriale. Una consistenza gradevole facilita l'uso quotidiano e migliora l'aderenza.
L'evoluzione delle texture viene indicata come il passo avanti più rilevante degli ultimi anni: oggi un solare deve proteggere, ma anche assorbirsi con facilità, risultare trasparente, inodore e leggero. È un fattore che incide molto sull'accettazione da parte di chi lo utilizzerà.
Una protezione per tutto l’anno
L'indicazione è di ricorrere alla fotoprotezione durante tutto l'arco dell'anno, non solo in estate. Una alternativa pratica è scegliere un cosmetico più completo che incorpori già un filtro solare nella formulazione, così da mantenere la protezione senza appesantire la routine.
A pesare sull'invecchiamento cutaneo non c'è solo la radiazione ultravioletta. Anche l'inquinamento favorisce lo stress ossidativo, mentre la luce blu emessa dai monitor può influire sulla comparsa di macchie. Per questo la farmacista suggerisce fotoprotettori che, oltre a schermare i raggi UVA e UVB, contengano ingredienti antiossidanti e, in alcuni casi, una protezione aggiuntiva contro la luce visibile. Un contributo arriva anche dall'alimentazione, che in estate dovrebbe privilegiare cibi ricchi di acqua, sali minerali e antiossidanti.
Pelli sensibili: rosacea, melasma e acne
Nelle persone con patologie cutanee il fotoprotettore va scelto con attenzione, per non aggravare il quadro clinico.
Nella
rosacea, condizione infiammatoria caratterizzata da rossore persistente del viso, l'esposizione al sole tende a peggiorare i focolai: sono indicati fotoprotettori minerali micronizzati o colorati, in genere ben tollerati.
Nel
melasma, una iperpigmentazione che si manifesta con macchie scure, la protezione deve essere molto alta e costante; i prodotti con colore e
ossidi di ferro aiutano a schermare anche la luce visibile.
In caso di
acne, pur con un apparente miglioramento temporaneo legato all'effetto astringente del sole, il quadro tende a peggiorare nel tempo: meglio scegliere formule
oil-free, non comedogeniche, leggere e facili da assorbire.
Il supporto della nutraceutica
La
nutraceutica, cioè l'uso di sostanze di origine alimentare con effetti benefici documentati, può offrire un aiuto complementare alla fotoprotezione. Tra le sostanze citate dalla farmacista, il
Polypodium leucotomos, una felce tropicale studiata come coadiuvante in situazioni come il melasma e alcune fotodermatosi, ossia reazioni cutanee scatenate dalla luce; e poi i carotenoidi e l'astaxantina per la loro azione antinfiammatoria. Integratori a base di antiossidanti possono essere utili soprattutto nelle settimane di esposizione più intensa.
Come esempio, la formulatrice cita
Unique Pink Collagen, un integratore che abbina peptidi di collagene idrolizzato a molecole antiossidanti quali Camú Berry (ricco di vitamina C), estratto di pino mediterraneo, astaxantina, acido ialuronico, selenio, coenzima Q10 e zinco.
Gli integratori restano un coadiuvante e non sostituiscono la protezione solare topica né le buone pratiche di esposizione; per la scelta più adatta al proprio caso è opportuno rivolgersi al farmacista o al medico. Per approfondire come scegliere e usare correttamente il fotoprotettore è utile la guida dedicata a
la protezione solare più adatta alla propria pelle.