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Hai 38 anni? La tua età biologica oscilla tra i 30 e i 60

Prossimo step sarà quello di indagare fattori e cause

«Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno, ed uno solo all’anno, ahimè, ce n’è. Ah, ma ci son trecensessantaquattro non compleanni e quelli preferiamo festeggiar. Ma allora oggi è anche il mio non compleanno! Davvero?! Com’è piccolo il mondo! In tal caso… Un buon non compleanno! A me? A te!». Chiunque sia stato bambino avrà riconosciuto nella citazione il famoso pezzo cantato dal Cappellaio Matto, dal Leprotto Bisestile e dal Toperchio di Alice nel Paese delle Meraviglie, capolavoro Disney del 1951. Non c'è dubbio che l'età anagrafica ricopra un ruolo piuttosto importante nella nostra società: tuttavia, è pur vero che ancor più importante sono gli anni che ci si sentono addosso e soprattutto quelli che il nostro aspetto dimostra, tanto che alcuni sembrano invecchiare a ritmo di anni bisestili, mentre per altri i compleanni in 365 giorni sembrano quasi tanti quanti i non-compleanni.

I ricercatori americani della Duke University hanno deciso di indagare proprio questa discrepanza nella velocità con cui il nostro organismo avvizzisce, conducendo una sperimentazione su un gruppo di quasi mille coetanei, tutti nati nel 1972-1973, nella stessa città della Nuova Zelanda: il risultato, pubblicato sulla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Science, è che un soggetto di 38 anni può avere livelli di salute paragonabili a quelli di un trentenne nel migliore dei casi, a quelli di un sessantenne nel peggiore. Dunque l'età anagrafica, in fin dei conti, effettivamente non conterebbe poi molto.

Per calcolare il ritmo di invecchiamento di una persona, gli scienziati statunitensi hanno isolato diciotto diversi parametri, che comprendevano fattori cardiovascolari, immunitari, metabolici e genetici, con cui misurare lo stato di salute dei partecipanti allo studio all'età di 26 anni, di 32 anni e di 38 anni. Dall'analisi degli esperti, è risultato appunto come un organismo a 38 anni possa dimostrare un'età molto diversa, compresa in un range assolutamente ampio, di più di trent'anni, quelli che passano tra un giovane di 28 anni ad un adulto di 60: infatti, per alcuni volontari il tempo sembrava essersi fermato, mentre per altri ogni anno solare corrispondeva a tre anni biologici, tanto da registrare risultati molto peggiori nei test fisici e cognitivi. La maggior parte dei soggetti, comunque, dimostravano un'età biologica del tutto analoga a quella anagrafica, con discrepanze di piccola entità.

Per stessa ammissione dei ricercatori americani, si è trattato di un'analisi molto emozionante, condotta nell'arco di 12 anni e che ha prodotto risultati assolutamente eloquenti. Il prossimo passo sarà quello di comprendere quali siano i fattori che influenzano il ritmo di invecchiamento biologico, di modo da spiegare come questo muti durante l'arco della nostra vita: uno sembrerebbe essere l'intelligenza di un individuo, per cui maggiore è il quoziente minore sembrerebbe essere il ritmo di invecchiamento. Questo può essere collegato al fatto che le persone con un QI più alto tendono a svolgere mansioni di minor fatica fisica. Un'altra questione di enorme importanza da approfondire sarà quella di comprendere il motivo per cui certi soggetti non solo non sembravano invecchiare, ma addirittura sono riusciti ad invertire il corso del tempo, finendo con l'ottenere risultati migliori con l'andare della sperimentazione e, dunque, con il ringiovanire: forse, nell'organismo di questi tre volontari, potrebbe nascondersi il segreto dell'eterna giovinezza. 

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