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Giornata della prevenzione alcolica

La Giornata della Prevenzione Alcolica evidenzia i rischi per il fegato legati al consumo di alcol. La SIGE sottolinea l'importanza dell'astinenza e della prevenzione precoce.

La Società Italiana di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva (SIGE) si unisce all’impegno globale per sensibilizzare sui pericoli legati al consumo di alcol, incluso il vino, specialmente tra i giovani. Si mette in evidenza come anche un consumo moderato possa influenzare negativamente la salute epatica, portando a condizioni acute e croniche.

«L’alcol rappresenta uno dei principali rischi per la salute a livello mondiale, con conseguenze significative sulla funzione epatica», afferma la Professoressa Carmelina Loguercio dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Anche un moderato consumo può danneggiare il fegato, accelerando lo sviluppo di patologie epatiche come la steatosi epatica non alcolica, la cirrosi e persino il cancro.

Il professor Domenico Alvaro, preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università di Roma La Sapienza, sottolinea l’importanza dell’astinenza dall’alcol per i pazienti. «Anche se raggiungerla può essere difficile, è l’unico modo per mitigare i danni causati dall’alcol».

La SIGE, protagonista al recente convegno della FISMAD, ha evidenziato importanti cambiamenti nella gestione delle malattie epatiche correlate all’alcol. «Prima il trapianto per pazienti con consumo attivo era raro, ma ora stiamo osservando un cambiamento di atteggiamento. Anche se alcuni centri richiedono ancora un periodo di astinenza, studi recenti indicano che non è sempre necessario», spiega il professor Alvaro.

In Italia, il consumo di vino è parte integrante della cultura, ma è cruciale comprendere che nessun livello di consumo alcolico è del tutto sicuro. Studi recenti dell’Osservatorio Nazionale Alcol confermano che milioni di italiani mettono a rischio la propria salute con un consumo eccessivo.

Il rischio è particolarmente alto tra i giovani, che spesso iniziano a bere in giovane età. È essenziale intervenire precocemente, educando sui rischi associati all’alcol e promuovendo uno stile di vita sano.

La SIGE sottolinea l’importanza della prevenzione attraverso campagne informative e politiche pubbliche. «Solo aumentando la consapevolezza possiamo sperare di ridurre l’incidenza delle malattie epatiche correlate all’alcol», conclude la professoressa Loguercio.

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