Todaysalute.it – Quando una coppia di genitori decide di separarsi, in seguito ad un tradimento, le conseguenze possono essere difficili da gestire, soprattutto se hanno dei figli. La fase di passaggio dalla vita matrimoniale e famigliare a quella da single con figli richiede delicatezza e consapevolezza. Ecco alcune chiavi di lettura per affrontare la situazione nel modo migliore possibile.
Come comunicare ai figli la separazione
Questo punto è fondamentale ed allo stesso tempo il più difficile, ma seguendo alcuni consigli pratici sarà sicuramente più facile affrontare questa delicata conversazione:
1. Scegliete il momento giusto: trovate un momento in cui i figli sono tranquilli e disponibili ad ascoltare e affrontate l’argomento insieme. Prima di parlare ai ragazzi, mettetevi d’accordo su cosa volete comunicare loro. Evitate di farlo in situazioni di stress elevato, stanchezza o quando sono impegnati con il loro videogioco preferito.
2. Siate sinceri ma leggeri: Spiegate le ragioni della separazione senza entrare nei dettagli personali o colpevolizzare l’altro genitore. Usate un linguaggio adatto all’età dei bambini.
3. Rispondete alle domande: siate pronti a rispondere alle loro domande e ascoltate i loro dubbi e perplessità. È normale che provino confusione, tristezza o anche rabbia, non sminuiteli, ma accogliete con calma le loro emozioni.
4. Rassicurateli: sottolineate che entrambi i genitori continueranno ad amarli e a prendersi cura di loro. Fate sentire ai figli che la separazione non è colpa loro: a volte capita che l’amore finisca e gli adulti decidano di prendere strade diverse.
Gestire la vita da separati con figli
La vita da separati può presentare sfide uniche nella vita, ma come affronterete questo delicato periodo determinerà la buona riuscita della nuova routine di tutta la famiglia ed assicurerà ai vostri figli una crescita sana e un equilibrio mentale più stabile. Per organizzarsi al meglio ci vuole tanta comunicazione, capacità di mediazione e saper mettere da parte orgoglio ferito e priorità personali, per tenere in primo piano i figli. Alcune coppie ci riescono molto bene, per altre è necessaria la mediazione di un professionista del settore legale per redigere un documento che regolamenti tutti i passaggi importanti. Vediamo a grandi linee quali sono.
1. Coordinazione e pianificazione: stabilire un piano chiaro per l’ affidamento e il tempo trascorso con ciascun genitore è cruciale. Le routine aiutano i bambini a sentirsi più sicuri e a mantenere una certa stabilità emotiva.
2. Comunicazione assertiva: è importante avere una comunicazione aperta e rispettosa con l’ex partner riguardo ai figli; condividere aggiornamenti sulla loro vita, salute e progressi scolastici favorisce un clima di cooperazione.
3. Evitare i conflitti davanti ai bambini: i bambini dovrebbero essere protetti dai conflitti emotivi e dalle tensioni tra i genitori. Mantenere un comportamento civile è fondamentale per il loro benessere, quindi è una buona regola litigare in privato.
4. Attività familiari: anche se non siete più una coppia, cercate di mantenere momenti di condivisione familiare; ciò aiuta i figli a sentirsi parte di una famiglia, anche se diversa. Qualche settimana fa una ragazzina mi raccontava di aver fatto le ferie al mare con mamma, le ferie in montagna con papà e di essere andata a Gardaland con tutti e due. Questo è un esempio virtuoso. Soprattutto le feste importanti dovrebbero essere gestite con intelligenza e cooperazione, perché ai ragazzi fa piacere passare le feste con i genitori e potrebbero invece sentirsi in colpa nel passare il Natale con papà, sapendo che mamma starà da sola. Lo stesso discorso vale per i compleanni, la festa del diploma, la laurea…
Suddividere il tempo dei figli
Suddividere il tempo dei figli tra i genitori richiede attenzione: i ragazzi hanno diritto di vedere sia mamma, sia papà; tranne casi particolari che esulano da questo articolo. I genitori devono porre molta attenzione per far sì che i figli non diventino dei pachi postali da consegnare all’altro in caso di impegni sociali. Con un po’ di buon senso e collaborazione si può riuscire ad ottenere una routine perfetta, usando flessibilità e stabilità.
1. Flessibilità: essere disposti a modificare gli accordi in base alle esigenze dei figli è essenziale. Se un evento scolastico o una festa con amici si avvicinano, si può rivedere temporaneamente il programma. Anche impegni inderogabili di un genitore necessitano di un po’ di flessibilità da parte di entrambi: ad esempio, se uno dei due deve partire per una trasferta lavorativa e starà via due settimane, si potrebbe accordare per tenere i ragazzi nei due weekend successivi al rientro. Questo favorirebbe un clima disteso con l’ex coniuge e una relazione serena con i figli.
2. Routine stabili: le routine quotidiane (cena, compiti, attività ricreative) devono rimanere costanti. Ciò offre ai giovani un senso di stabilità, nonostante i cambiamenti familiari. Tempo fa mi raccontava una mamma che la figlia non riusciva a frequentare costantemente il corso di karatè perché quando era dal papà, lui non la accompagnava in palestra. Questo è un esempio di separazione disfunzionale, perché a pagarne le conseguenze, in questo caso, è la bambina.
3. Monitorare il benessere dei figli: prestate attenzione ai segnali di stress o disagio nei bambini e siate vigili rispetto alle loro emozioni. Può essere utile parlare anche con gli insegnanti di scuola e gli istruttori sportivi per spiegare la separazione e chiedere collaborazione nel notare eventuali campanelli d’allarme; essendo loro al di fuori del contesto famigliare e sicuramente più lucidi nel valutare la situazione, saranno una risorsa importante.
Quando rivolgersi a un terapeuta
Non esiste una formula unica per affrontare una separazione e talvolta è necessario cercare aiuto professionale. Ma a chi rivolgersi e come fare a districarsi tra i diversi professionisti per capire quale sia meglio per noi?
1. Terapeuta di coppia: considerate di rivolgervi a un terapeuta di coppia se la comunicazione è ostacolata o se entrambi i genitori desiderano trovare modi più efficaci per collaborare al bene dei figli. Un terapeuta può fornire strategie utili e facilitare il dialogo. È importante che entrambi i genitori abbiano voglia di mettersi in gioco, perché se uno dei due trascinasse l’altro in terapia di coppia contro il suo volere, sicuramente il percorso verrebbe boicottato.
2. Terapeuta dell’età evolutiva: se i figli manifestano segni evidenti di disagio, come cambiamenti di comportamento, difficoltà nelle relazioni o problemi scolastici, è utile consultare un terapeuta specializzato nell’età evolutiva. Questi professionisti possono aiutare i bambini a elaborare le loro emozioni e adattarsi al cambiamento.
La separazione è un processo complesso e difficile che richiede impegno e cura, specialmente quando ci sono figli coinvolti. Affrontando la situazione con empatia, comunicazione e, se necessario, con l’aiuto di professionisti, i genitori possono gestire meglio la transizione e garantire che i loro figli continuino a ricevere amore e supporto in questo momento di delicato. Ricordate: il benessere dei vostri figli deve sempre essere la vostra priorità!



