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Malaria: una nuova zanzara individuata in Africa

Salute

Si chiama Anopheles stephensi e veicola la malaria in alcune città dell’India e dell’Iran, ma ora è comparsa anche nel continente africano.
La malaria è una malattia tropicale trasmessa da zanzare infette, che se non curata può anche risultare mortale. 
I sintomi possono comparire dopo 1-3 settimane dal contagio, ma in qualche caso anche dopo molto più tempo.
disturbi più comuni sono febbre, brividi e sudorazione, mal di testa, dolori ai muscoli, vomito e diarrea.
Per la diagnosi è sufficiente un esame del sangue.
La zanzara vettore, la femmina Anopheles, punge di solito al tramonto o durante la notte e trasmette un protozoo parassita del genere Plasmodium.
La malaria non è più presente in Italia da molto tempo, dagli anni ’50-’60, ma viene considerata una malattia di importazione nel nostro paese, con 700 casi circa all’anno, dovuti soprattutto ai turisti che rientrano da paesi malarici e all’immigrazione da tali paesi.
Se ci si reca in zone endemiche per la malaria occorrono diverse precauzioni, come l’uso di repellenti per insetti da applicare sulle zone scoperte del corpo, l’uso di zanzariere e, dietro consiglio del medico curante, l’assunzione di farmaci anti-malarici come profilassi prima di partire.
Il farmaco antimalarico è usato sia per prevenire, sia per curare la malaria.

Se la diagnosi è tempestiva, la cura dà buoni risultati e in un paio di settimane si può tornare in buona salute.
La diffusione della zanzara asiatica in Africa desta preoccupazione tra gli esperti, in quanto si è verificato che Anopheles stephensi abbia mostrato resistenza ai più comuni insetticidi, cosa che potrebbe mettere a rischio un buon numero di persone.

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