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Attacco cardiaco: ridurre i decessi con le nuove tecnologie

I numeri degli arresti cardiaci in Italia sono purtroppo molto alti. Resta infatti la prima causa di morte nel nostro paese rappresentando così il 60% di tutti i decessi totali. La cosa più influente sulla letalità di questa patologia è il fatto che la maggior parte degli arresti cardiaci avvengono lontano dai presidi ospedalieri, dunque diventa più complesso intervenire e salvare la vita al paziente.

Proprio per venire incontro a questo problema e cercare una soluzione efficace sono state introdotte delle leggi e delle normative atte a inserire l’utilizzo dei defibrillatori in alcuni luoghi di lavoro e negli impianti sportivi, in modo tale che questi siano pronti all’uso all’occorrenza.

La tecnologia dei defibrillatori semiautomatici è stata quindi resa più facilmente accessibile dapprima dal Decreto Balduzzi, ovvero decreto che nel 2017 ha reso obbligatoria la presenza del defibrillatore automatico nei centri sportivi e ovunque si praticassero sport. Successivamente, con la legge 116/2021, il defibrillatore è divenuto obbligatorio anche in molti altri luoghi, ovvero nelle scuole, nelle università, stazioni, aeroporti, mezzi di trasporto su cui è previsto un viaggio lungo almeno due ore, aziende pubbliche con più di 15 dipendenti ecc.

Sorge però spontanea una domanda: come fare ad utilizzare un defibrillatore? Possono farlo tutti? Una delle novità più importanti della legge 116/2021 è proprio questa: se prima il defibrillatore poteva essere utilizzato soltanto da personale sanitario o dai cosiddetti »soccorritori laici», ovvero persone non appartenenti al personale sanitario ma opportunamente addestrate, adesso chiunque può maneggiare uno di questi dispositivi.

Il defibrillatore semiautomatico è infatti molto semplice da utilizzare, in quanto è costituito da un corpo centrale da cui parte la scarica elettrica e che permette di controllare il tipo di battito del paziente, e dagli elettrodi che vanno collegati al paziente. Di solito, quelli di tecnologia più avanzati sono anche dotati di una voce guida o comunque di istruzioni molto chiare in modo che chiunque possa riuscire a utilizzarlo.

Questo ovviamente rende ancora più probabile e semplice salvare la vita di un paziente con arresto cardiaco, ma c’è di più. Una recente introduzione sono infatti i defibrillatori con telecontrollo remoto capaci di salvare ancora più vite rispetto ai classici. Come funziona questa nuova tecnologia al servizio della nostra salute? Scopriamolo insieme.

I DAE con telecontrollo remoto: come funzionano

La tecnologia nell’ambito del primo soccorso ha fatto davvero dei passi da gigante e i defibrillatori con telecontrollo remoto ne sono la prova. In che cosa consiste questo optional? In pratica è un servizio che permette di avere sempre a portata di mano tutte le informazioni di cui si ha bisogno riguardo ai DAE, in tempo reale e sui propri dispositivi.

Chi possiede il DAE o comunque chi ne è responsabile su un determinato luogo di lavoro potrà quindi avere tutte le informazioni sui propri dispositivi riguardo allo storico delle attività del defibrillatore stesso, la sua geolocalizzazione, la scadenza delle piastre e delle batterie ecc.

In questo modo si potrà avere una manutenzione più completa, attiva e attenta del defibrillatore, in quanto le notifiche riguardo allo stato dell’apparecchio saranno in tempo reale e il controllo sarà praticamente attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Ecco perché si dice che questi defibrillatori potranno salvare più vite. Può infatti capitare che a causa di negligenza il defibrillatore non venga controllato costantemente o con la giusta periodicità e che dunque si deteriori, si guasti, si scarichi o comunque non sia più in grado di funzionare correttamente.

È chiaro che un’evenienza di questo tipo può rivelarsi catastrofica al momento di dover utilizzare il defibrillatore per salvare una vita in pericolo. Con quelli a telecontrollo remoto, invece, ci si accorgerà subito di un eventuale problema e lo si risolverà per tempo.

La manutenzione del DAE: come funziona

Da quanto detto finora si evince facilmente che il defibrillatore abbia bisogno di una manutenzione costante, pena il suo mancato funzionamento al momento del bisogno. Esso è infatti dotato di parti deteriorabili, come ad esempio le piastre (anche dette elettrodi) e le batterie.

Tali parti sono facilmente deteriorabili tanto più che il defibrillatore necessita di essere sempre acceso e funzionante, dunque le batterie ne vanno a risentire. Inoltre gli elettrodi, una volta utilizzati durante un soccorso, devono essere sostituiti.

Ma anche qualora non venissero utilizzati questi hanno una data di scadenza, oltre la quale potrebbero non funzionare più. Infatti sugli elettrodi, nella parte che andrà a contatto con la pelle, è presente un gel adesivo che ne permette l’attacco al corpo e che fa anche da conduttore elettrico. Col tempo il gel tende a seccarsi e potrebbe dunque perdere la sua funzione.

Avere un dispositivo in grado di avvisare per tempo sulle date di scadenza dei componenti e sullo stato complessivo dell’apparecchio è quindi di fondamentale importanza e può davvero portare a salvare più vite.

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