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Barbiturici: farmaci datati (ma ancora usati)

Salute

I barbiturici hanno attività sedativa-ipnoticaanticonvulsivante (contro le convulsioni) e anestetica, in base al tipo di molecola, al dosaggio e alla via di somministrazione.

Mentre una volta venivano utilizzati per conciliare il sonno e per combattere lo stress e l’ansia, oggi sono stati sostituiti in questa funzione dalle benzodiazepine, più sicure, in quanto in caso di sovradosaggio danno meno problemi, e che comunque in fatto di efficacia non hanno nulla da invidiare ai barbiturici.

Oggi i barbiturici, tuttavia, rimangono uno dei pilastri della terapia dell’epilessia, e vengono impiegati come preanestetici negli interventi chirurgici o come anestetici unici se l’intervento è breve.

Questi farmaci, se usati a lungo, possono indurre dipendenza psichicafisica (o entrambe) e causare nell’organismo un fenomeno chiamato tolleranza, una sorta di abitudine che rende il farmaco meno efficace.

Una cosa importante da ricordare, per le persone che assumono barbiturici, è che va assolutamente evitata una sospensione brusca, che può indurre una crisi di astinenza, con tremori, convulsioni, sudorazione profusa, accelerazione del battito cardiaco (tachicardia). La forma più grave di astinenza da barbiturici è il delirium tremens, simile a quello che si manifesta in caso di astinenza da alcolici.

Tuttavia dobbiamo aggiungere che questi farmaci sono assunti sotto stretto controllo medico.

Ci sono però delle controindicazioni all’uso dei barbiturici, come la gravidanza e l’allattamento, insufficienza epatica, renale o respiratoria, assunzione di oppiacei, alcol, benzodiazepine, tranquillanti in generale.

Occorre inoltre informare il medico prescrittore di qualsiasi terapia si stia assumendo.

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