Linfedema, la cura è multidisciplinare

Todaysalute.it – Gonfiore al braccio o alla gamba che non passa – anzi aumenta -, dolore, infezioni e alterazioni della pelle. Sono i principali sintomi del linfedema, una malattia cronica e progressiva che secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) colpisce 300 milioni di persone nel mondo. In Italia, si stima che ogni anno vengano fatte 40 – 45 mila nuove diagnosi di linfedema.

Un evento per informare e supportare

Nonostante i numeri notevoli, il linfedema è poco conosciuto e si fa poco per prevenirlo. Ancora, i pazienti spesso trascurano i primi sintomi e non sanno a chi rivolgersi. Il trattamento più efficace è infatti multidisciplinare e richiede centri super specializzati, pochi in Italia e tutti protagonisti del Lymphedema Day, evento ibrido e aperto a tutti organizzato dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE) il 6 marzo, in occasione del World Lymphedema Day. “I sintomi sono spesso sottovalutati – dice Maurizio Ressa, presidente SICPRE e direttore S.C. di Chirurgia Plastica IRCCS “Giovanni Paolo II” Istituto Tumori di Bari – e i pazienti arrivano alla diagnosi di linfedema quando il gonfiore è stabile e persistente, e quindi in uno stadio clinico intermedio o avanzato. Ecco perché nel 2024 abbiamo deciso di organizzare una giornata di informazione e sensibilizzazione, in grado di dare tutte le informazioni utili”.

Conoscere il linfedema

Il linfedema è una malattia causata dall’accumulo di liquido, la linfa, nei tessuti degli arti superiori o inferiori, che per questo si gonfiano. Può essere primario, se causato da anomalie congenite del sistema linfatico, oppure secondario, quando compare in seguito a malattie o, più spesso, alla rimozione dei linfonodi dettata da alcuni tipi di tumore (ad esempio del seno, dell’utero, delle ovaie, della prostata, melanomi e sarcomi). Il linfedema riduce la funzionalità dell’arto colpito, con un evidente impatto sulla qualità di vita del paziente. Spesso inoltre provoca dolore, infezioni e alterazioni cutanee. Solitamente si manifesta a distanza di 1-4 anni dalla chirurgia oncologica.

… e curarlo

Negli stadi iniziali, la cura del linfedema comporta il controllo del peso, la fisioterapia mirata, il bendaggio elastico degli arti e l’utilizzo di indumenti compressivi su misura.

Negli stadi avanzati è invece necessario ricorrere alla chirurgia, eseguita esclusivamente in centri specializzati, che ha lo scopo di collegare i vasi linfatici ostruiti a piccole venule. In questo modo, la linfa si scarica nel sistema venoso e il gonfiore si riduce.

Un’altra possibilità chirurgica è l’auto-trapianto di linfonodi e tessuto linfatico. In questo caso, l’intervento consiste nel prelevare da altre zone del corpo, quali inguine, collo o ascella, tessuto linfatico o linfonodi che vengono poi trasferiti nell’arto interessato dal linfedema.

“Per la prima volta in Europa, nel Centro Linfedema di Bari da oltre 8 anni viene attuata una nuova metodica che prevede il prelievo di linfonodi dall’addome, per via laparoscopica, con piccole cicatrici e senza procurare possibili linfedema secondari con prelievi da altre sedi corporee – spiega Michele Maruccia, professore associato di Chirurgia Plastica dell’Università degli Studi di Bari UOC di Chirurgia Plastica del Policlinico di Bari, con il professor Giuseppe Giudice e la professoressa Rossella Elia parte del Comitato scientifico che ha organizzato l’evento -. I vasi dei linfonodi vengono collegati a piccoli vasi locali, migliorando nel tempo il drenaggio linfatico della parte malata, fungendo da pompa”.

Chirurgia d’avanguardia, quindi, ma anche e soprattutto studio del singolo caso, partendo dalla singola storia personale e clinica per delineare un piano di prevenzione e cura in grado di allontanare la malattia, o comunque le sue manifestazioni più gravi.

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