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Originaria della macchia mediterranea, la lavanda (Lavandula officinalis o Lavandula angustifolia) resiste molto bene sia alle temperature calde che a quelle rigide dell’inverno. È nota sin dall’antichità, per la bellezza e soprattutto per il profumo dei suoi fiori e per le sue proprietà curative.
I fiori della lavanda, però, non si limitano a essere belli e profumati, ma vengono usati in erboristeria e in fitoterapia per le loro proprietà dovute alla presenza dell’olio essenziale, di tannini, di acido ursolico e flavonoidi.
Grazie a queste sostanze, la lavanda possiede azione calmante e sedativa sul sistema nervoso e rientra nella composizione di integratori contro lo stress, l’ansia, l’insonnia, l’emicrania e le manifestazioni gastrointestinali legate al nervosismo.
Importante è anche l’azione balsamica sulle vie respiratorie che fa sì che questa pianta venga utilizzata contro la tosse, il raffreddore e il catarro.
Inoltre la lavanda possiede proprietà carminative e antispasmodiche, e può essere utilizzata per ridurre il meteorismo e gli spasmi addominali, oltre che i dolori legati al ciclo mestruale.
La pianta trova indicazione anche per uso esterno, grazie alle sue proprietà cicatrizzanti, decongestionanti e antipruriginose, per alleviare il prurito provocato da orticaria e da punture di insetti.
Può essere utilizzata per uso esterno, come olio essenziale da versare a gocce sulla zona punta da un insetto, per ridurre il dolore e il bruciore; come vapore, aggiungendo qualche goccia di olio essenziale e un cucchiaino di bicarbonato in una bacinella contenente acqua bollente, contro raffreddore e sinusite, respirando profondamente finché l’acqua è calda, con un asciugamano in testa; per uso interno, come tisana o tintura madre.



