spot_imgspot_img

Il batterio Escherichia coli: pericoloso o innocuo?

Salute

Escherichia coli è la specie più conosciuta fra i batteri del genere Escherichia. Fa normalmente parte del microbiota intestinale dell’uomo e di altri animali a sangue caldo. La maggior parte dei ceppi di Escherichia coli è innocua, ma alcuni possono invece provocare problemi gastro-intestinali, come diarrea, vomito, sangue nelle feci, ma anche extra-intestinali come infezioni dell’apparato urinario, peritonite, setticemia, polmonite e meningite. Ultimamente questo batterio è salito alla ribalta per l’inquinamento che si è riscontrato nelle acque della riviera romagnola, fortunatamente rientrato in poco tempo. La concentrazione di Escherichia coli nell’acqua costituisce un indice per capire il rischio igienico-sanitario dell’acqua: se la sua presenza aumenta oltre i limiti, c’è la possibilità che nell’acqua ci siano altri batteri patogeni, come la salmonella, i virus delle epatiti, il rotavirus e altri ancora. Come spiega Patrizia Laurenti, associato di Igiene presso l'Università Cattolica di Roma, «il superamento dei limiti rende le acque non balneabili in base alla legge vigente perché le concentrazioni di Escherichia sono usate come parametro che ci dà informazione sulla effettiva sicurezza igienico-sanitaria delle acque».

Per questo è molto importante rispettare i divieti di balneazione, cosa che sulla costa romagnola non è stata fatta. 

Ma perché si alzano i livelli di Escherichia coli? Può succedere per difetto di depurazione delle acque di scarico o per determinate condizioni ambientali, come per esempio l’aumento della temperatura, che fanno aumentare la carica batterica. È sufficiente quindi pazientare in attesa del ritorno alla normalità, che nel caso della Romagna è avvenuto in tempi molto brevi.

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli