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Patologie rare: la sindrome di Mueller Weiss

Salute

La Sindrome di Mueller Weiss è una patologia rara che prende il nome dai medici che per primi la descrissero agli inizi del XX secolo. Colpisce con maggiore frequenza le donne con età compresa tra i 40 e i 60 anni, e può coinvolgere entrambi i piedi. Probabilmente è dovuta a un a displasia dell’osso del piede, lo scafoide tarsale o navicolare, che si produce in età infantile per poi manifestarsi durante l’età adulta. Lo scafoide è un osso essenziale nella biomeccanica del piede ed è l’ultimo a ossificarsi nel nostro sviluppo. 
La patologia è balzata agli onori della cronaca quando il famoso tennista Rafael Nadal ha dichiarato di soffrirne da 15 anni, durante i quali ha convissuto con un dolore acuto e invalidante, continuando nonostante tutto a vincere e ad avere successo. 
La sindrome spesso viene diagnosticata quando è in stadio molto avanzato e provoca, in pratica, un appiattimento del piede
Una terapia specifica non esiste e si va un po’ per tentativi, per capire cosa è meglio per il soggetto. Si può fare della fisioterapia, oppure delle infiltrazioni, o si possono assumere dei farmaci antinfiammatori, che riducono il dolore e l’infiammazione, ma non la progressiva deformità del piede. La conseguenza è che la postura che si assume per avvertire meno dolore al piede fa sì che insorgano problemi alle ginocchia, soprattutto ai tendini della rotula. Importante è l’utilizzo di plantari semirigidi che ridistribuiscono la carica. L’estrema ratio è l’intervento chirurgico che però blocca l’articolazione rendendo i movimenti meno agili, per cui gli atleti prendono in considerazione questa possibilità solo se non ne possono fare a meno.

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