spot_imgspot_img

Covid, come sanificare l’aria

Per il controllo della circolazione del virus Sars-CoV-2 servono misure di profilassi specifica ed aspecifica ambientale. La carica areoediffusa patogena può essere abbattuta limitandone l’immissione con l’uso di dispositivi di protezione individuale, diminuendo il numero di persone nello stesso ambiente confinato, diluendo la carica stessa mediante aumento del volume d’aria o utilizzando un sanificatore d'aria. «Dal punto di vista chimico-fisico, è stato appurato che i sanificatori eliminano dai luoghi chiusi il particolato fine, sostanza inquinante che recentemente l'Oms ha classificato tra i cancerogeni polmonari certi per l’uomo – spiega Alberto Izzotti, professore ordinario di igiene e medicina preventiva, Scuola di medicina, Università di Genova, direttore Uoc mutagenesi ambientale e prevenzione del cancro, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova -.Stessa efficacia per catturare i batteri che causano malattie quali tubercolosi, meningite e polmonite, molto rischiose soprattutto per pazienti fragili o bambini. Recenti studi  sui dispositivi di sanificazione AeraMax Pro by Fellowes, condotti dalla nostra Università, ne hanno provato l'efficacia del 99,9999% verso il Sars-CoV-2. Questa situazione si realizza grazie alla carica elettrica negativa che si viene a formare sui filtri dei sanificatori, tale carica è in grado di intrappolare le componenti esterne del virus, caratterizzate da una carica elettrica fortemente positiva. SARS-Cov-2 è tra i virus più dotati in questo senso: è infatti l’elevatissima elettrofilicità della sua spike protein che lo rende così contagioso e in grado di legarsi rapidamente ai recettori delle cellule bersaglio.
È  importante che il pubblico e gli organi normativi prendano coscienza dell’importanza della profilassi aspecifica delle malattie infettive areodiffuse mediante l’applicazione di dispositivi di protezione collettiva, anche riguardo i sanificatori d'aria. Ed è inoltre necessario che tali dispositivi siano attentamente controllati da enti terzi che ne certifichino la qualità e l’efficacia come strumenti di medicina preventiva – prosegue Izzotti -. E’ certo che nei prossimi anni altre ondate pandemiche si verificheranno, già accade annualmente per l'Influenza ed è già accaduto con l’insorgere di nuove varianti del Sars-CoV-2. E’ auspicabile che l’esperienza e le conoscenze scientifiche accumulate negli ultimi due anni ci consentiranno di affrontare finalmente tali situazioni non attraverso restrizioni passive bensì tramite efficaci interventi di prevenzione attiva negli ambienti al chiuso».

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli