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La malattia arteriosa periferica: sintomi e terapia

Salute

La malattia arteriosa periferica è una patologia dell’apparato circolatorio, caratterizzata da un ridotto afflusso di sangue nelle arterie degli arti superiori e inferiori (più spesso a questi ultimi) a causa del restringimento o dell’ostruzione del lume arterioso. Questa patologia, se in forma lieve, può essere asintomatica o dare lievi sintomi, mentre, se contratta in forma grave, può dare sintomi come dolore a riposo con atrofia della cute, raffreddamento dell’arto colpito, perdita di peli, cianosi, ulcere fino alla cancrena, disfunzione erettile negli uomini. Il sintomo più caratteristico dell'arteriopatia periferica è la claudicatio intermittens, un dolore muscolare con crampi, fastidio e affaticamento alle gambe durante lo svolgimento di attività come per esempio camminare, anche se il male avvertito scompare dopo pochi minuti di riposo. La claudicatio è più frequente a livello dei polpacci, ma può manifestarsi anche nei piedi, nelle cosce, nelle anche e nei glutei e, seppure più raramente, nelle braccia. Gli uomini sono colpiti più frequentemente delle donne. Ci sono dei fattori di rischio, come il fumo di sigaretta, anche passivo, il diabete mellito, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, l’età anziana, il sesso maschile, l’obesità, l’assenza di esercizio fisico. Di solito le gambe non sono gonfie. Non è facile diagnosticare l’arteriopatia periferica, che per tale motivo spesso passa inosservata. La diagnosi deve essere confermata con accertamenti quali la misurazione della pressione arteriosa a entrambe le braccia e le caviglie, l’angiografia oppure l’angio-RM e l’angio-TC.  L’indice caviglia-braccio è il rapporto tra la pressione arteriosa sistolica alle caviglie e quella al braccio; un indice basso è segno di malattia arteriosa periferica, più basso è, più grave è la malattia. La prevenzione consiste nel modificare i comportamenti a rischio, quindi smettere di fumare, fare esercizio fisico, anche moderato (come camminare almeno 30 minuti 3 volte alla settimana), seguire una dieta sana, gestire il diabete, mantenendo corretti livelli di glucosio nel sangue, ridurre il colesterolo, tenere sotto controllo l'ipertensione e mantenersi in peso forma, evitando condizioni come sovrappeso e obesità. Tra i farmaci utilizzati ricordiamo gli antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti come rivaroxaban, betabloccanti. Per il trattamento della claudicatio intermittens si possono utilizzare vasodilatatori come la pentossifillina e antiaggreganti come il cilostazolo.

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