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Pastiglie allo iodio contro le radiazioni nucleari

Il pericolo di una fuga di radiazioni dalle centrali nucleari in Ucraina ha riportato l’attenzione sullo iodio come prevenzione, e in Belgio queste compresse sono andate a ruba. A questo punto l’Agenzia Federale belga per il controllo nucleare è intervenuta ricordando che lo iodio va assunto solo su indicazione delle autorità e non in via preventiva, aggiungendo che l’attuale situazione in Ucraina non ne richiede l’uso.

Per quanto riguarda gli effetti sulla salute delle radiazioni nucleari, tutto dipende dalla quantità che l’organismo ne assorbe. L’opzione peggiore è un effetto letale entro poco tempo, ma può succedere anche che dopo anni si sviluppino tumori, in particolare del sangue come linfomi e leucemie, e della tiroide.

I meno giovani ricorderanno perfettamente l’incidente nucleare della centrale di Chernobyl nel 1986, quanto ci colse alla sprovvista e quanta preoccupazione generò.

In realtà le pastiglie contenenti un sale di iodio, lo ioduro di potassio, possono proteggere soltanto la ghiandola tiroide nella quale il sale si accumula, evitando così che assorba lo iodio radioattivo presente nell’aria in caso di esplosione nucleare. Andrebbero assunte solo poco prima o subito dopo l’arrivo della nube tossica, per la durata della stessa. Inoltre lo ioduro di potassio non offre protezione contro sostanze radioattive diverse dallo iodio. Oltretutto non possono essere assunte da chiunque, in particolare da chi soffre di disfunzioni tiroidee come ipertiroidismo o gozzo e, come tutti i farmaci, non sono esenti da effetti collaterali, tra cui problemi gastroenterici, come nausea, vomito e diarrea, reazioni allergiche e problemi alla tiroide.

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