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Sindrome Infiammatoria Multisistemica: trovate le spie

Salute

La MIS-C (Sindrome Infiammatoria Multisistemica) è una risposta iperinfiammatoria provocata dal contatto con alcuni virus, tra cui Sars Cov2. In realtà non è esattamente una novità, ma durante la pandemia i casi sono molto aumentati, tanto che è stato istituito un registro al fine di monitorare i casi. La MIS-C compare a distanza di 2-6 settimane dall’insorgenza dell’infezione da Sars Cov2 ed è simile alla malattia di Kawasaki, da cui si differenzia per l’età media dei bambini colpiti (8 anni per la MIS-C e età prescolare per la malattia di Kawasaki) e per il fatto che nella sindrome di Kawasaki ci si trova spesso in presenza di dilatazione coronarica che può portare a aneurisma. L’esame del sangue può aiutare a capire se si tratta dell’una o dell’altra malattia. I bambini colpiti da MIS-C presentano febbre, sintomi respiratori come tosse e difficoltà di respiro, sintomi gastrointestinali come diarrea e dolori addominali. Nei casi più gravi, che costituiscono circa il 60%, la malattia può colpire anche il cuore, con miocardite e pericardite. Tuttavia, dai risultati finora ottenuti, non sembra vi siano danni permanenti al cuore. Ora uno studio, pubblicato su Nature Medicine, ha identificato dei marcatori spia che permettono di capire come, in bambini geneticamente predisposti, si possa sviluppare la MIS-C. Questa ricerca rivela che un tempestivo trattamento farmacologico con cortisonici e immunoglobuline ad alto dosaggio consente il miglioramento clinico dei bambini colpiti. Nei casi più gravi, con miocardite severa, si somministra un farmaco biologico, Anakinra.

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