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Una anomala dilatazione dei bronchi: la bronchiectasia

Salute

La bronchiectasia può essere congenita se già presente alla nascita, oppure acquisita se compare in età più avanzata. Si tratta di una dilatazione dei bronchi che causa una formazione di muco e una maggiore facilità a contrarre infezioni polmonari. Difficile arrivare a capire l’esatta causa di questa malattia: se è congenita, è legata a un anomalo sviluppo dei bronchi del feto, se è acquisita, può essere la conseguenza di infezioni e di predisposizione genetica. I sintomi più frequenti sono: tosse persistente cronica con catarro, presenza di sangue nel catarro, difficoltà respiratoria più o meno grave.  Il catarro può essere chiaro, giallo o verdastro, ma non è sempre presente, specialmente nelle prime fasi della malattia. Nei casi più avanzati possono essere presenti dolore toracico, rinite, sinusite e ingrossamento delle estremità delle dita, dovuto probabilmente a una scarsa ossigenazione della parte. Se la tosse persiste a lungo, è sempre meglio chiedere un parere al medico in quanto, seppure non è detto che si tratti di bronchiectasia, è comunque un sintomo da non trascurare. Se il medico ritiene, potrà prescrivere una lastra toracica e una TAC, ed eventualmente inviare allo specialista di riferimento, che è lo pneumologo. Le bronchiectasie determinano danni permanenti ai polmoni, quindi non ci si può aspettare la guarigione, ma è possibile evitare il peggioramento. Se necessario, possono essere utilizzati farmaci broncodilatatori, che rilassano la muscolatura dei bronchi e facilitano la respirazione. È frequente anche l’uso di dispositivi medici, i nebulizzatori, che permettono ai farmaci di depositarsi nelle vie respiratorie dove svolgono la loro funzione.

Altri accorgimenti sono vaccinarsi annualmente contro l’influenza, vaccinarsi contro lo Pneumococco (causa di polmoniti), tenersi idratati e, se si fuma, smettere immediatamente di fumare.

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