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Un grande alleato del fegato: il Cardo mariano

Salute

Il Cardo mariano, il cui nome scientifico è Silybum marianum, è molto diffuso in gran parte dell’Italia, soprattutto al centro, al sud e sulle isole. La leggenda narra che la Vergine Maria, in viaggio verso l’Egitto, si fermò ad allattare il Bambino Gesù dietro a un grande cardo. Una goccia di latte le uscì dal seno e andò a bagnare una foglia, così che la pianta venne benedetta e venne chiamata cardo mariano (di Maria). Le foglie, in effetti, hanno un colore verde con delle striature che le fanno sembrare veramente bagnate dal latte.

La parte utilizzata per i suoi principi attivi è la zona esterna del frutto la cui raccolta avviene sul finire dell’estate. Il cardo mariano è noto soprattutto per le sue proprietà epatoprotettive e rigeneranti sulle cellule del fegato, che deve al suo contenuto in silimarina, e viene quindi impiegato nelle epatopatie e nelle intossicazioni da alcol etilico, psicofarmaci, farmaci antitumorali e paracetamolo. Anche le foglie hanno proprietà benefiche per la salute, grazie all’azione diuretica, tonica e colagoga, cioè che agevola la produzione e l’escrezione della bile.

La pianta ha anche altre azioni: è antiossidante, antiemorragica, ha una leggera azione spasmolitica, digestiva, tonica sui vasi sanguigni (aumenta la pressione del sangue), galattogena (aumenta la produzione di latte materno).

Il cardo mariano può essere assunto sotto forma di capsule, da solo o in associazione con altri principi attivi in integratori, come estratto secco o estratto idroalcolico. Si trova inoltre in commercio come rimedio omeopatico.

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