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Dermatosi: la pitiriasi rosea di Gibert

Salute

La pitiriasi rosea fu descritta per la prima volta nel 1860 da un dermatologo, Camille Melchior Gibert, da cui ha preso il nome.

È una dermatosi caratterizzata da lesioni di tipo eritemato-desquamativo e di solito regredisce da sola, senza particolari terapie, e senza lasciare tracce. Colpisce più frequentemente persone giovani, tra i 10 e i 35 anni di età, senza distinzioni di sesso, ma può manifestarsi anche in età più anziana. Può destare preoccupazione se compare in gravidanza in quanto, se si manifesta nelle prime 15 settimane, può aumentare il rischio di aborto spontaneo.  Compare per prima una macchia rossastra e squamosa, detta chiazza madre o medaglione di Gibert, dopo di che si manifesta un’eruzione cutanea più diffusa. A volte il tutto può essere preceduto da disturbi come mal di testa, febbre, affaticamento e dolori articolari. La malattia non è contagiosa e raramente dà prurito. Sembra sia causata da un herpes virus, probabilmente l’herpes 7 e l’herpes 6, che è lo stesso virus che causa la sesta malattia, tipico esantema dell’età infantile, a differenza della quale però la pitiriasi non è contagiosa e non richiede quindi alcun isolamento.

La diagnosi viene effettuata dal dermatologo attraverso l’osservazione delle macchie. Poiché regredisce spontaneamente non richiede alcun trattamento particolare, ma di solito vengono consigliate creme e bagni emollienticortisonici per uso locale e antistaminici per bocca in caso di prurito. È infatti importante cercare di non grattare la pelle per evitare infezioni.

Controindicato invece l’uso dei cortisonici per via orale, in quanto potrebbero esacerbare la condizione. In caso di prurito accompagnato da sensazione di calore si può applicare del talco mentolato.

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