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Il disturbo emorroidario è causato dalla dilatazione delle vene del retto e dell’ano che possono infiammarsi.
Le emorroidi possono essere esterne (gavoccioli che si sviluppano fuori dall’ano) o interne. Vengono inoltre suddivise in gradi dal I al IV, a seconda della loro gravità. La causa non è certa, ma sicuramente giocano un ruolo importante alcuni fattori come la predisposizione genetica, la stipsi, oppure la diarrea cronica, la gravidanza, gli sforzi eccessivi e l’età avanzata. Il proctologo è lo specialista di riferimento. I disturbi più gravi possono richiedere l’intervento chirurgico, mentre per i sintomi più lievi esistono farmaci per uso locale, creme o supposte, di libera vendita in farmacia. Di solito contengono cortisonici, per togliere l’infiammazione e il prurito, e/o anestetici locali contro il dolore. Alcune formulazioni contengono lievito di birra, ippocastano, ricco di escina che aumenta la resistenza dei capillari sanguigni riducendone la permeabilità, rusco ad azione vasocostrittrice, venotonica e antinfiammatoria.
Qualche consiglio:
arricchire la dieta di fibre, aumentando il consumo giornaliero di frutta e verdura e preferendo pane/pasta integrale;
evitare gli alimenti piccanti, le spezie, gli intingoli, il cioccolato, il caffè, l’alcol;
aumentare il consumo di liquidi, almeno due litri al giorno: se risulta difficoltoso bere tanta acqua, vanno bene anche tisane, succhi, spremute. Questo contrasta la stitichezza rendendo le feci più morbide;
curare scrupolosamente l’igiene ano-rettale, per prevenire irritazioni; in farmacia si trovano prodotti a base di estratti vegetali in grado di garantire una detersione delicata, da utilizzare dopo ogni evacuazione;
fare più moto;
non fumare;
evitare i bagni troppo caldi.



