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Nelle donne con HIV gravidanza sicura per mamma e figlio

La ricerca presentata a Icar 2021

Le conquiste degli ultimi anni nell’ambito dell’HIV hanno sancito lo storico successo dell’evidenzia scientifica dello U=U, Undetectable=Untransmittable: l’HIV non viene trasmesso sessualmente se la viremia del partner HIV positivo è persistentemente non determinabile nel sangue, grazie alla corretta assunzione di un’efficace terapia antiretrovirale. Un passaggio che permette di considerare l’HIV un’infezione cronica. Recenti studi rivelano come questo principio sia applicabile anche alla trasmissione verticale madre-feto: una donna affetta da HIV può avere figli e condurre una gravidanza normale senza correre il rischio di trasmettere il virus al nascituro. Maternità e HIV è stato uno dei temi al centro dell'edizione 2021 del congresso Icar.

«Il tema della gravidanza può declinarsi in vari scenari – spiega Francesca Vichi, medico di malattie infettive dell'Usl Toscana centro di Firenze -. Se si tratta di una donna HIV positiva, l’argomento »U=U» è attualissimo, purché sia stabilmente in terapia antiretrovirale ad alta efficacia per raggiungere una carica virale negativa. La terapia è efficace, ben tollerata dalla donna, non dannosa per il feto e può accompagnare la paziente in tutti i cambiamenti fisiologici che avvengono durante la gravidanza e le relative interazioni con i farmaci assunti nei 9 mesi. Naturalmente una donna in gravidanza in terapia va seguita in maniera molto stretta al fine di verificare che tutto proceda regolarmente e senza effetti collaterali. Un caso particolare può essere quello in cui la donna scopra la sieropositività proprio durante la gravidanza, fenomeno purtroppo ancora frequente secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità, soprattutto tra le donne straniere. Su questa pazienti bisogna impostare rapidamente una terapia efficace e molto potente per raggiungere nel minor tempo possibile la non rilevabilità. Disponiamo di farmaci molto potenti, efficaci e con una buona tollerabilità nella donna in gravidanza».

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