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In caso di febbre è bene fare un bagnetto freddo al bambino?

Salute

Innanzitutto è bene distinguere tra febbre e ipertermia. Con febbre si intende l’innalzamento della temperatura corporea dovuto a infezioni virali o batteriche, mentre nell’ipertermia la temperatura aumenta a seguito di eccessiva esposizione al sole, per il caldo o in seguito a sforzi.
La febbre non è una malattia, semmai è un segnale che qualcosa non va nell’organismo, oltre che una difesa dello stesso: l’aumento della temperatura rallenta la moltiplicazione dei virus.
Fino a 2-3 anni di età la misurazione della temperatura può essere rettale, poi preferire quella auricolare o ascellare (quest’ultima con il tradizionale termometro pediatrico). Da ricordare che dalla temperatura auricolare e rettale vanno tolte 5 lineette (mezzo grado), mentre quella ascellare va riferita al pediatra così come indica il termometro.
Quando ricorrere al paracetamolo? Si consiglia di non somministrarlo se la febbre non supera i 38,5° C, a meno che il bambino non abbia avuto in precedenza episodi di convulsioni febbrili, soffra di malattie croniche o appaia particolarmente sofferente. In alternativa al paracetamolo può essere utilizzato l’ibuprofene, mentre da evitare sotto i 16 anni l’acido acetilsalicilico, che somministrato nel corso di malattie virali può dare effetti collaterali molto pesanti.
Il bagnetto in acqua fredda, le spugnature di ghiaccio o l’uso della borsa del ghiaccio possono essere consigliati in caso di ipertermia, mentre sono di norma da evitare se c’è febbre. In quest’ultimo caso bisogna mantenere una buona idratazione, quindi offrire più volte da bere, acqua e/o integratori salini, mentre non è così importante che mangi se non gradisce farlo. Il bimbo con la febbre non va coperto troppo, al contrario, per favorire la dispersione del calore.
Quando chiamare il pediatra? Se il bambino ha meno di 3 mesi, o se la febbre supera i 40°C e non scende con l’antipiretico, se il bambino appare abbacchiato o piange in continuazione, se il collo è rigido (controllare che riesca a toccare il torace con il mento), se ha male a fare la pipì. Negli altri casi si può anche aspettare un paio di giorni.

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