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Cosa fare dopo un lutto

Affrontare un lutto è qualcosa di inevitabile e che tutti noi dobbiamo superare. Si tratta di una fase molto dolorosa durante la quale qualsiasi parola di troppo diventa banale o superficiale. A poche ore dalla scomparsa della persona cara le persone tendono a reagire in tanti modi.

Non tutti reagiscono allo stesso modo

Per esempio quando la vicinanza è piuttosto stretta sono in tantissimi a informarsi sul costo funerali, l’organizzazione della funzione religiosa e le pratiche burocratiche senza rendersi conto di cosa stia davvero succedendo.

Per altri, invece, la disperazione prende il sopravvento e le ore scorrono veloci in un baratro di vuoto e incapacità di reagire. Non siamo tutti uguali ma è certo che tutti soffriamo allo stesso modo, provando un incolmabile vuoto che solo il tempo potrà lenire.

Aiutarsi e farsi aiutare

Per affrontare un lutto è necessario aiutarsi e farsi aiutare a superare i sensi di colpa, di rabbia, di negazione e rassegnazione che attraversano la nostra mente. Per qualcuno la voglia di riprendere una vita normale e ricominciare con le attività come lavoro, interessi o relazioni viene spesso vissuto come qualcosa per cui sentirsi in colpa.

Tuttavia non c’è cosa più importante di ricominciare la nostra vita perché bisogna volgere lo sguardo al presente, dal momento che il passato non può essere cambiato.

Per le stesse ragioni non dobbiamo per forza sentirci forti o vivere in obbligo di sdrammatizzare e fare i duri. Le persone che ci sono accanto non ci giudicheranno per il nostro modo di soffrire ma sapranno trovare il modo di starci accanto anche senza dire o fare niente.

Non esiste una guida al lutto

Non c’è un vero e proprio modo giusto di agire dopo un lutto proprio perché tutti hanno reazioni differenti. L’importante è non aver timore di cosa potrebbero pensare gli altri e, soprattutto, pensare alla propria salute fisica e mentale.

Nei primi giorni dopo il lutto è normale avere poca voglia di mangiare, vestirsi o truccarsi, così come lo è non aver voglia di uscire, andare a lavoro e fare le proprie cose.

Tuttavia è importante capire che la ripresa emotiva parta da noi stessi e che, giorno dopo giorno, ci abitueremo a vivere con questa nuova realtà di cose. La mancanza della persona che è venuta a mancare non passerà mai ma cambierà nel tempo, suscitando in noi sentimenti sempre differenti.

La metafora della valigia

Molti esperti paragonano la perdita di una persona cara ad una valigia che portiamo con noi ogni giorno e che, alla sera, riponiamo dinanzi al letto. A volte è molto pesante e trascinarla durante la giornata diventa un’impresa impossibile.

Molte altre, invece, la valigia sarà più leggera e ci permetterà di trasportarla con noi senza soffrirne troppo il peso. Quindi il lutto è un evento che portiamo ogni giorno con noi e sarebbe sbagliato far finta che non si sia verificato o che siamo forti abbastanza per non soffrire.

La risposta al dolore la troviamo in noi stessi

Il dolore per la perdita è una sensazione bruciante e inspiegabile a parole ma ha una durata finita. Tutto ciò che proviamo dopo la fase acuta è auto-inflitto perché iniziamo a percepire il senso di vuoto e di mancanza con il quale realizziamo che dovremo fare a meno del nostro caro per tutta la vita.

Passeremo dalla negazione alla rassegnazione affrontando rabbia e momenti di lucidità. L’elaborazione del lutto è un viaggio duro ma che condividiamo con tutti gli esseri umani e che, in quanto tale, non ha precise regole ma solo l’obiettivo di tornare il prima possibile a vivere appieno la nostra vita.

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