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Gli effetti dell’amianto sulla salute

Salute

L’amianto, o asbesto, è un insieme di silicati, cioè sali di silicio, associati a diversi metalli, come alluminio, ferro, manganese, magnesio, calcio. Le sue caratteristiche di leggerezza e flessibilità, unite alla resistenza al calore e al fuoco, hanno fatto sì che venisse utilizzato in diversi settori, in particolare nell’edilizia, per la produzione di contenitori e tubature per il deposito o per la distribuzione di acqua potabile.
In Italia, dal 1994, è vietato estrarre, importare e commercializzare amianto, in base alla Legge n. 257 del 1992.
Prima che l’amianto fosse vietato, il suo uso era molto comune, e ha provocato pesanti conseguenze sulla salute a causa del fatto che le sue fibre possono essere respirate se sono disperse nell’aria, o anche ingerite se sono sciolte in acqua.
Ancora oggi c’è la possibilità di respirare amianto, perché alcuni prodotti (per esempio tetti delle case) non sono ancora stati sostituiti o smaltiti in modo corretto, oppure perché presenti in alcune discariche abusive.
Gli effetti sulla salute sono piuttosto pesanti, in quanto l’accumulo di amianto causa asbestosi, una fibrosi diffusa del tessuto polmonare che nel tempo può portare a forme tumorali del polmone, della laringe, della pleure e del peritoneo, la membrana che avvolge gli organi addominali. Si sono osservati anche tumori dell’ovaio e mesoteliomi. Il tumore può comparire anche molto tempo dopo l’esposizione all’amianto e anche in assenza di asbestosi. L’asbestosi provoca dispnea (difficoltà respiratoria), tosse, dolore al torace. Se invece le fibre vengono ingerite per via orale, non è stata osservata comparsa di fibrosi nel tratto gastrointestinale.
Non esistono trattamenti specifici, ovviamente per prima cosa è necessario sospendere l’esposizione all’amianto e, se il soggetto è un fumatore, bisogna che smetta subito di fumare. Prevenire eventuali infezioni respiratorie è un altro passo da fare, quindi ci si può sottoporre al vaccino antinfluenzale e antipneumococco, oltre che al vaccino antiCovid.
Per i disturbi si ricorre in genere a farmaci sintomatici, al bisogno, come gli antinfiammatori e, se necessario, a antibiotici e cortisonici.

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