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La sfida aperta dell’accesso alle cure nel diabete

Giornata Mondiale del Diabete 2021

L’accesso alle cure per le persone con diabete resta una sfida aperta tanto che l’IDF – International Diabetes Federation lo ha identificato come tema chiave per il triennio 2021/2023. Il diabete in Italia colpisce 4,2 milioni di persone: stiamo parlando di circa l’8,2% della popolazione adulta del nostro Paese. In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, Sanofi con IQVIA, ha realizzato una ricerca basata sui dati di Real World (RWD) e su interviste a un panel di diabetologi proprio per valutare l’impatto che il Covid-19 ha avuto nella gestione della patologia e identificare le strategie ottimali per garantire l’accesso e la continuità alla terapia.

L’indagine ha messo in evidenza come tra marzo e maggio 2020, durante la prima ondata della pandemia, le restrizioni imposte alle visite mediche e il timore dei pazienti di recarsi presso reparti e ambulatori, abbia avuto un impatto drammatico determinando ritardi significativi nelle nuove diagnosi (-41% rispetto agli stessi mesi del 2019), nell’avvio di nuovi trattamenti (-36%), nell’effettuazione delle  prime visite (-66%) e dei follow-up (-56%).  Per tutta la seconda metà del 2020 le nuove diagnosi e i nuovi trattamenti si sono mantenuti in linea o poco al di sopra dei livelli pre-pandemici e nel primo semestre del 2021 hanno addirittura superato i livelli del 2019, segnale della capacità di recupero dei pazienti in lista di attesa. »L’indagine con IQVIA nasce proprio dall’esigenza di registrare come il sistema abbia reagito allo stravolgimento dettato dalla pandemia, nell’ambizioso tentativo di colmare i bisogni di tutti gli attori coinvolti», ha sottolineato Katia Massaroni, General Medicines Medical Head di Sanofi.

Se nel primo semestre 2021 le nuove diagnosi hanno recuperato il ritardo registrato durante il lockdown 2020 e hanno superato i livelli precedenti alla pandemia, resta allarmante la contrazione del numero delle richieste di visita specialistica per follow-up (-23%), fondamentali per l’aderenza alle cure dei pazienti.

«Auspichiamo la realizzazione di centri servizi che gestiscano a 360° le necessità delle persone con diabete, realizzando un sistema di cure integrato, un modello organizzativo che coinvolga tutti gli attori sanitari che si occupano di malattie croniche come il diabete: i medici specialisti con gli infermieri, i medici di famiglia, il personale dei distretti delle aziende sanitarie deputati alla fornitura di farmaci e presidi, i farmacisti, con il supporto delle aziende di farmaci e device. Tutto ciò per garantire uno dei principi fondamentali del nostro SSN ovvero l’equità di accesso alle cure, che purtroppo, ad oggi, non si realizza a pieno per le persone con diabete» ha commentato Stefano Genovese, Responsabile dell’Unità di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso il Centro Cardiologico Monzino IRCCS e membro di EGIDE (Expert Group for Integrated Care and Digital Health Europe).

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