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Mascherine chirurgiche italiane

Mediberg, azienda italiana di Calcinate (BG) è l’unica azienda in Europa a produrre e confezionare mascherine con la stessa procedura utilizzata per tutti gli strumenti usati in camera operatoria. Un processo che garantisce il rispetto delle stringenti norme sulla produzione di presidi medici, che vanno ben oltre le normative di legge richieste per le mascherine. Oltre alla produzione in camera bianca, l’innovativa mascherina Mediberg è fabbricata con materiali selezionati in 5 differenti Paesi Europei, che garantiscono una filtrazione batterica superiore al 99%, fra cui uno strato esterno idrorepellente che blocca e respinge il droplet, veicolo di virus e batteri.

Mediberg ha attualmente 90 dipendenti e l’azienda nel corso degli ultimi anni ha continuato ad incrementare progressivamente il proprio personale e, se le condizioni di mercato lo consentiranno, confida di continuare in questa direzione e stima una previsione del fatturato dell’anno in corso, 2021, di 30 milioni di Euro. Inoltre, attualmente sono in corso i lavori di ampliamento: 7.000 metri quadri di superficie calpestabile che si affiancano agli attuali 8.000. Questo permetterà all’azienda di disporre di 3.000 metri quadrati in più di produzioni specialistiche in camera bianca da affiancare ai 1.500 già esistenti, triplicando gli ambienti dedicati a produzioni avanzate con un investimento previsto di circa 5 milioni di Euro.

«Per le mascherine chirurgiche sarebbe sufficiente una produzione in ambiente controllato che garantisce comunque un livello contenuto di carica batterica spiega Luigi Marchesin, direttore vendite – ma Mediberg ha scelto di puntare ad uno standard di eccellenza per tutti i prodotti e il risultato ovviamente è completamente diverso in termini di sicurezza».

«Quando a gennaio 2020 ci sono stati i primi segnali di quella che sarebbe presto diventata una pandemia – ricorda Marchesin – dalla Cina iniziavano ad arrivare numerose richieste di mascherine. Questo ci ha fatto capire la gravità della situazione e ci ha permesso di preparaci per tempo e attivarci per reperire i materiali per la produzione, che sarebbero diventati introvabili. In poche settimane abbiamo fornito oltre 2.000.000 di mascherine alla Cina, poi da mese di febbraio abbiamo dovuto bloccare tutte le forniture all’estero e concentrarci solo sulle richieste italiane».

Nel 2020 l’azienda bergamasca è riuscita a produrre oltre 100 milioni di mascherine, contro i 19 milioni del 2019.

«Nonostante la fase acuta della pandemia appaia superata – conclude Marchesin – le mascherine, nei luoghi chiusi, saranno una necessità ancora per diverso tempo. Le persone però cercano oggi non solo materiali anallergici e inodori che facilitino la respirazione e il comfort, ma anche la qualità e la sicurezza della protezione. Per questo abbiamo deciso l’apertura del nuovo canale e-commerce per rendere più facilmente disponibile a tutti le nostre mascherine».

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