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Un brodo di giuggiole

Salute

La giuggiola è il frutto del giuggiolo (Ziziphus jujuba), albero appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae, che proviene dall’Estremo Oriente, ma è coltivato anche in altri paesi. L’albero delle giuggiole si riempie di frutti entro il mese di luglio.
Il frutto è piccolo, ovale, la buccia è di colore marrone-rossiccio, mentre la polpa è biancastra.
Le giuggiole possono essere consumate subito dopo la raccolta, oppure essiccate o candite, e si possono usare per preparare dolci e sciroppi, oltre al liquore chiamato brodo di giuggiole.
Chi non ha mai sentito l’espressione Andare in brodo di giuggiole? Significa andare in solluchero, essere molto contenti. L’origine precisa di questo modo di dire non è acclarata, ma di certo rende molto bene l’idea di uno stato d’animo positivo.
Oltre che in cucina, le giuggiole sono utilizzate da secoli nella medicina tradizionale cinese, contro l’ansia e lo stress, per l’insonnia, ma hanno anche proprietà antinfiammatorie e antispastiche, e vengono impiegate per trattare affezioni della bocca, faringiti, mal di gola, contro l’inappetenza e la diarrea e per migliorare le capacità digestive.
La polpa delle giuggiole si utilizza anche per preparare una pasta cicatrizzante e lenitiva che accelera la guarigione delle ferite.
Il frutto è piuttosto ricco di zuccheri e rappresenta una fonte di vitamine, in particolare vitamina C, che conferisce potere antiossidante, provitamina A e vitamine del gruppo B, di minerali quali ferro, calcio, fosforo e manganese, di tannini e acidi triterpenici e saponosidi.
Le giuggiole essiccate sono molto più caloriche rispetto a quelle fresche.

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