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Esami clinici: la fluorangiografia

Salute

La fluorangiografia, o angiografia retinica a fluorescenza (FAG), è un esame clinico che permette di verificare la condizione dei vasi sanguigni situati dietro la retina e la coroide.
La coroide è lo strato intermedio tra la sclera e la retina e, al pari di questi due strati, avvolge l’occhio. Insieme all’iride e al corpo ciliare costituisce l’uvea, fitto reticolato di vasi sanguigni che conferiscono il caratteristico aspetto a grappolo.
Il medico oculista potrà così diagnosticare eventuali malattie vascolari o infiammatorie dell’occhio, come la retinopatia ipertensiva, la retinopatia diabetica, le occlusioni vascolari, le uveiti e la degenerazione maculare.
L’esame è indolore e si effettua instillando negli occhi un collirio che dilata le pupille, mentre nel braccio si inietta un liquido di contrasto fluorescente, fluoresceina o verde d’indocianina, a seconda del tipo di vasi sanguigni che si vuole esaminare, se della retina o della coroide.
Quando il liquido si è diffuso nella parte posteriore dell’occhio, è possibile analizzare i vasi sanguigni con uno strumento, il retinografo. Non c’è contatto diretto tra lo strumento e l’occhio del paziente, in quanto vengono scattati dei fotogrammi, mentre al paziente viene chiesto di spostare lo sguardo nelle varie direzioni per acquisire le immagini.
L’esame dura tra i 10 e i 40 minuti.
Tutti possono sottoporsi a questo tipo di indagine? In linea di massima sì, ma è necessario segnalare al medico eventuali allergie a farmaci, integratori o mezzi di contrasto, e l’eventuale stato di gravidanza o allattamento. È poi necessario farsi accompagnare perché le pupille, a causa del collirio instillato, rimangono dilatate fino a 12 ore dopo la sua somministrazione, con conseguente difficoltà nella visione e nella guida di veicoli.
 

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