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Convivere con la leucemia linfatica cronica? Si può

Tumori: prevenzione e terapie

Oggi è possibile convivere a lungo con la leucemia linfatica cronica, grazie alle terapie sempre più efficaci.

La campagna La leucemia linfatica cronica nella mia vita, un futuro da vivere, con una serie di eventi informativi, si pone l’obiettivo di portare a conoscenza dei pazienti e dei loro famigliari o care giver proprio il corretto stile di vita per convivere con questa patologia cronica.

Il progetto è patrocinato da AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) e sostenuto da Astra Zeneca.

La leucemia linfatica cronica è un tumore del sangue, tipico dell’età avanzata, che colpisce i linfociti B ed è la forma più frequente, con il 30% di tutte le diagnosi.
Francesca Mauro, Professore Associato Istituto di Ematologia, Sapienza Università di Roma spiega che la leucemia linfatica cronica è una patologia linfoproliferativa, cioè una neoplasia del sistema linfatico, caratterizzata da un accumulo di linfociti B nel sangue periferico, nel midollo osseo e negli organi linfatici (linfonodi e milza). La maggior parte dei pazienti non presenta alcun sintomo e arriva alla diagnosi in seguito a controlli eseguiti per altri motivi. La malattia può rimanere stabile per anni senza necessità di terapia, sotto controllo medico. Per i pazienti può essere difficile accettare che alla diagnosi di leucemia non seguano trattamenti, ma questo è avvalorato da studi clinici. Bisogna spiegare al paziente che la terapia spesso non serve sin dal momento della diagnosi e che sarà intrapresa solo se la malattia nel tempo diventerà clinicamente più importante. Quindi, il paziente deve comprendere che conviene attendere e che l’attesa non rappresenta una perdita di tempo, ma un tempo libero da trattamenti in cui la qualità di vita e di relazione è meglio conservata. Alcuni pazienti hanno bisogno di cure anche dopo anni e alcuni hanno una malattia stabile che non richiederà mai trattamento. Quindi, in moltissimi casi, è possibile dire al paziente che potrà condurre una vita normale, senza bisogno di interventi farmacologici anche per molto tempo. Naturalmente verranno eseguiti degli accertamenti che permetteranno di capire l’andamento della malattia e il momento di intervenire, se necessario. 

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