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Covid: sono aumentati i casi di depressione

Salute

I casi di depressione a causa della Covid 19 sono enormemente aumentati, non solo in chi ha contratto la malattia, ma anche in chi ne ha subito le ripercussioni economiche, con perdita del lavoro, precarietà, difficoltà familiari e in chi ha avuto una perdita in famiglia.
Anche la stessa paura del contagio ha avuto un ruolo importante.
Sono i risultati di uno studio condotto presso la Boston University e pubblicato sulla rivista The Lancet Regional Health – Americas, il primo nel suo genere perché ha monitorato la salute mentale per un intero anno di pandemia.
Lo studio è stato effettuato su adulti negli Stati Uniti, ed è emerso che le persone con problemi economici e con un basso reddito hanno visto aumentare i sintomi depressivi anche di sette volte. 
«Ci saremmo aspettati – dichiara il coordinatore del lavoro Sandro Galea – un picco dei casi di depressione subito dopo l'evento traumatico e poi una normalizzazione nel tempo con una riduzione dei casi. Ma con la pandemia è stato diverso, abbiamo trovato che anche dopo 12 mesi dall'inizio del Covid, i livelli di depressione sono rimasti elevati».
Sono ad alto rischio soprattutto le donne, i giovani e gli anziani.
Le prime in quanto sono state in maggior modo toccate dalle ripercussioni sociali e lavorative, hanno perso l’impiego in misura maggiore rispetto agli uomini e spesso hanno dovuto sobbarcarsi molti impegni in più nella cura di anziani e bambini.
I giovani, dal canto loro, hanno visto deluse molte aspettative in tema di lavoro e di svago, oppure si sono ritrovati a fare i conti con la chiusura delle scuole, e gli anziani, che sono più fragili di fronte ai contagi, alla solitudine e ai disturbi psicologici.

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