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Le proprietà dell’epilobio

Salute

L’epilobio, chiamato anche garofanino di bosco, cresce nei boschi, in luoghi freschi e umidi. In Italia si trova nelle zone montane e sub montane, nei campi e nei pascoli, dove spicca per il suo lungo stelo e per i suoi fiori a grappolo di colore rosa acceso.
La parte della pianta che viene utilizzata è la parte aerea, che si raccoglie all’inizio della fioritura.
I fiori hanno un gusto particolarmente gradevole, per il contenuto in zuccheri, e possono essere utilizzati per preparare bevande sostitutive del the. 
Nell’antichità i nativi americani consumavano i germogli di epilobio, ricchi di vitamina C e provitamina A, mescolati alla verdura cruda, mentre utilizzavano il gambo per preparare unguenti da applicare sulle lesioni cutanee.
L’epilobio ha proprietà antinfiammatorie, astringenti intestinali ed espettoranti, grazie al suo contenuto in flavonoidi, tannini, acidi triterpenici, zuccheri e mucillagini.
Viene usato per problemi intestinali come la diarrea, contro la tosse, nel trattamento coadiuvante delle iperplasie benigne della prostata e, in generale, ha un effetto benefico sul sistema urinario.
Per uso esterno possiede proprietà antiflogistiche, astringenti ed emollienti, ed è consigliato nella cura delle irritazioni cutanee e delle dermatiti, e nelle infiammazioni del cavo orale e delle afte.
Per il suo contenuto in tannini, l’epilobio può anche combattere le infezioni e ridurre le emorragie, in particolare nei casi di ciclo mestruale eccessivamente abbondante. Viene utilizzato sotto forma di infuso o di tintura madre.
Se usato a dosaggi normali non presenta particolari controindicazioni, a meno di ipersensibilità individuale, ma è meglio evitarne l’uso durante la gravidanza e l’allattamento.

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