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Ginkgo biloba: proprietà e controindicazioni

Salute

Il ginkgo biloba è spesso utilizzato per combattere i disturbi della memoria e, in generale, per le situazioni che in età anziana sono legate alla riduzione del flusso di sangue a livello cerebrale, come per esempio mal di testa, vertigini, difficoltà di concentrazione, acufeni.
L'apparente capacità del ginkgo di aumentare il flusso sanguigno in varie parti del corpo potrebbe essere l'origine di molti dei suoi presunti benefici.
Uno studio su persone con malattie cardiache che hanno usato integratori contenenti ginkgo ha rivelato un aumento immediato del flusso sanguigno in più parti del corpo.
L’erba trova infatti impiego anche in altri disturbi della circolazione, come la sindrome di Raynaud (spasmo dei vasi sanguigni della mano in risposta al freddo).
Mentre le sue foglie e i suoi semi sono spesso usati nella medicina tradizionale cinese, la ricerca moderna si concentra principalmente sull'estratto di ginkgo, che si ottiene dalle foglie.
Il contenuto di antiossidanti del ginkgo può essere la ragione alla base di molte delle sue indicazioni sulla salute.
Il ginkgo contiene alti livelli di flavonoidi e terpenoidi, composti noti per i loro forti effetti antiossidanti, che combattono o neutralizzano gli effetti dannosi dei radicali liberi.
I radicali liberi sono particelle altamente reattive che vengono prodotte nel corpo durante le normali funzioni metaboliche, come la conversione del cibo in energia o la disintossicazione.
Tuttavia, hanno anche il potenziale per danneggiare i tessuti sani, contribuendo all'invecchiamento accelerato e allo sviluppo di malattie. La ricerca sugli effetti antiossidanti del ginkgo è promettente, anche se ancora non è chiaro quale potrebbe essere l’utilizzo in specifiche malattie.
Diverse ricerche mostrano che l’estratto di ginkgo può essere utile per combattere vari tipi di infiammazione, ed è stato valutato per la sua capacità di ridurre l'ansia, la depressione, lo stress, la degenerazione maculare senile e altri sintomi collegati al morbo di Alzheimer e al declino cognitivo associato all'invecchiamento.
Gli studi non permettono ancora di trarre la conclusione che il ginkgo tratti l'Alzheimer e altre forme di demenza, ma in alcuni casi potrebbe essere d'aiuto.
I possibili effetti collaterali includono: nausea, diarrea, vertigini, mal di testa, mal di stomaco, eruzione cutanea/reazione allergica.
Il ginkgo può interagire in modo sfavorevole con alcuni farmaci, in alcuni casi aumentando il rischio di sanguinamento.
Le possibili interazioni farmacologiche avverse includono, tra gli altri: anticoagulanti (Warfarin, aspirina), antidepressivi, ibuprofene, alcuni antidiabetici, nifedipina.
Tra le controindicazioni ricordiamo la gravidanza e l’allattamento, i disturbi della coagulazione, il diabete.
Come con qualsiasi integratore, è importante consultare il medico prima di assumere il ginkgo biloba e interrompere l'uso se si sviluppano effetti collaterali negativi o interazioni farmacologiche avverse.

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