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Uva ursina: proprietà e controindicazioni

Salute

L'Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi) è una pianta della famiglia delle Ericaceae, diffusa nel nord Europa, Asia e nord America, i cui principi attivi si trovano nelle foglie.

Viene impiegata in fitoterapia per la cura delle infezioni urinarie, poiché agisce contro l’infiammazione e contro l’infezione, in quanto ha proprietà antinfiammatorie e antibatteriche.

Tra i principi attivi contenuti ricordiamo flavonoidi, tannini e l’arbutina, glicoside che, dopo idrolisi, viene ossidato a idrochinone. Quest’ultimo svolge azione antibatterica per esempio contro Escherichia coli, Stafilococco aureo e Pseudomonas aeruginosa.

I gallotannini proteggono le mucose delle vie urogenitali, ostacolando l’adesione dei batteri all’epitelio; hanno inoltre proprietà astringenti.

L’uva ursina può essere preparata come infuso, come decotto o come macerato ed è inoltre presente in diversi integratori, come capsule o compresse, da sola o in associazione con altri principi attivi.

Pur se non ci sono attualmente studi clinici controllati che ne confermino l’attività, l’uva ursina viene frequentemente prescritta come coadiuvante delle terapie contro vari disturbi del tratto urinario, in particolare cistite, infezioni e infiammazioni a carico della vescica, dei reni, delle vie urinarie.

L’assunzione orale a breve termine è ben tollerata negli adulti, ma se si prolunga (oltre il mese) si può andare incontro a effetti collaterali, come nausea e vomito, mal di stomaco e colorazione brunastra delle urine.

È meglio evitare l’uso dell’uva ursina in gravidanza e allattamento, nei bambini al di sotto dei 12 anni e nelle persone affette da problemi renali.

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