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Virus: fuoco di Sant’Antonio, come lavarsi?

Salute

L’Herpes Zoster (HZ), o fuoco di Sant’Antonio, è causato dal virus Varicella-Zoster. Solitamente colpisce chi ha già avuto in precedenza la varicella.
In genere il sistema immunitario produce anticorpi a sufficienza per tenere sotto controllo la malattia, così che il virus rimanga inattivo per anni o anche per tutta la vita.
Alcune situazioni particolarmente stressanti che comportano un abbassamento delle difese immunitarie, però, lo possono risvegliare. Ciò si verifica, per esempio, in caso di cure immunodepressive (chemioterapia o terapie immunosoppressive per trapianti d’organo), malattie concomitanti come AIDS, soggetti anziani o fragili.
sintomi che caratterizzano il fuoco di Sant’Antonio sono diversi. L’esordio può avvenire con un depistante mal di stomaco, difficile da attribuire al virus, seguito da sintomi cutanei come dolore, prurito, bruciore e comparsa di tipiche vescicole che ricordano quelle della varicella, piene di liquido trasparente.
Come lavarsi senza rompere le vescicole? Il modo migliore è quello di non lavare la zona delle bollicine o di lavarle in maniera molto delicata, con un sapone non aggressivo. Non bisogna grattare né sfregare, e l’asciugatura va fatta tamponando delicatamente senza strofinare con un asciugamano morbido e asciutto.
Dopo che le lesioni hanno raggiunto il culmine, inizia la fase successiva, durante la quale le vescicole si seccano diventando crosticine e cadono, lasciando piccole cicatrici.
Se la pelle guarisce completamente nel giro di giorni, non è così per il dolore nevralgico che accompagna la malattia. 
L’infezione può guarire spontaneamente, ma di solito si impiegano degli antivirali, come aciclovir, per uso locale o sistemico e degli antidolorifici.
Dal 2021 è disponibile in Italia un vaccino per la prevenzione dell'herpes zoster (HZ) e della nevralgia post-erpetica (PHN), in adulti di età pari o superiore a 50 anni e adulti di età pari o superiore a 18 anni ad aumentato rischio di HZ.

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