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Passiflora: non solo un bellissimo fiore

Salute

La Passiflora incarnata è oriunda dell’America settentrionale, ma oggi è coltivata anche in Italia e in molti paesi a clima temperato-caldo. Viene chiamata anche fiore della passione, nome che le fu attribuito da un padre agostiniano nel 1610, grazie alla somiglianza di alcune parti della pianta con i simboli religiosi della passione di Cristo: la corona di filamenti colorati che circonda l'ovario rappresenta la corona di spine, mentre i cinque stami rappresentano le cinque ferite di Gesù, i cinque petali e i cinque sepali indicano gli apostoli rimastigli fedeli, ecc. 
Alla passiflora vengono attribuite proprietà sedative e ansiolitiche che risulterebbero utili nel trattamento degli stati caratterizzati da ansia, insonnia, stress, e proprietà antispastiche utili nel far rilassare i muscoli contratti in caso di disturbi spastici, per esempio, del tratto gastrointestinale (coliti, gastriti); è indicata anche in caso di dolori mestruali. La passiflora viene anche utilizzata per alleviare condizioni come palpitazioni, battito cardiaco irregolare e ipertensione arteriosa. Spesso viene associata ad altre erbe, come valeriana e biancospino.
Si tratta di una sostanza non tossica e molto ben tollerata, ma ha qualche controindicazione: meglio evitarne l’uso in gravidanza, per la sua azione sull’utero, e in allattamento. Non dovrà farne uso chi ha manifestato intolleranza verso la pianta e chi assume farmaci sedativi, per l’effetto sinergico che si potrebbe avere, cioè il potenziamento dell’azione sedativa, con eccessiva sonnolenza. Anche in caso di un intervento chirurgico programmato, è meglio interromperne l’assunzione un paio di settimane prima.
La si può trovare sotto forma di tintura, di estratto fluido, come componente di integratori e inoltre viene usata nella medicina omeopatica.

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