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Malattie cardiovascolari in aumento

I dati di Prevenzione Italia 2021

Il documento Prevenzione Italia 2021 è un lavoro coordinato dal professor Massimo Volpe, presidente Siprec, che ha coinvolto 21 società scientifiche e 55 autori; consta di oltre 100 pagine, all’interno delle quali si trovano oltre 350 referenze, con tabelle e illustrazioni. Gli articoli espongono le novità che la ricerca ha prodotto negli ultimi tre anni, offrendo uno strumento aggiornato da integrare nella pratica clinica. «Questo documento spiega ciò che è accaduto negli ultimi 10 anni – sottolinea il professor Volpe -. Dagli studi epidemiologici, fatti sia su tutto il territorio nazionale che in specifiche comunità locali, emerge che stiamo diventando un popolo sempre più obeso, diabetico, iperteso, affetto da dislipidemia. Da una parte vi è stato un incremento assoluto dei fattori di rischio, mentre dall’altra una riduzione degli obiettivi da perseguire».

Secondo i dati Istat del 2017, il 10,4% di tutti i decessi è stato attribuito a malattie ischemiche del cuore (11,3% negli uomini e 9,6% nelle donne) e il 9,2% ad eventi cerebrovascolari (7,6% negli uomini e 10,7% nelle donne). Le Malattie Cardiovascolari sono tuttora anche la prima causa di ricovero ospedaliero in Italia (1,.5% di tutti i ricoveri, circa 1 milione di ricoveri/anno). Nel 2015, 4 italiani su 10, ovvero più di 20 milioni, sono ricorsi alle cure mediche per patologie croniche, di cui quelle di gran lunga più diffuse erano quelle cardiovascolari.

La prevalenza di tali fattori di rischio cardiovascolare è risultata piuttosto elevata e complessivamente in costante e continua crescita rispetto a quanto osservato degli anni precedenti. Nel 2017 il 24,8% dei uomini e il 14,9% delle donne hanno riferito abitudine al fumo; inoltre, il 43% degli uomini e il 28,4% delle donne sono risultati essere in sovrappeso, mentre l’1,.8% degli uomini e il 9,4% delle donne sono risultati obesi. Il 38,1% è risultato non praticare né attività fisica né sport, il 17,8% circa affetto da ipertensione arteriosa e il 5,7% affetto da diabete mellito. Tali ultime percentuali aumentano considerevolmente nelle categorie di soggetti anziani e grandi anziani.

Le malattie cardiovascolari sono particolarmente critiche nella popolazione geriatrica, che risente del portato della cronica esposizione nel corso della vita ai diversi fattori di rischio. Aumento di peso, inattività fisica, fumo, inquinanti atmosferici, ipercolesterolemia, ipertensione, diabete sono condizioni che esercitano la loro azione lesiva nel corso degli anni.

«I fattori di rischio per le malattie cardiovascolari compaiono dai 35-40 anni – evidenzia il professor Giovambattista Desideri, consigliere Siprec e Direttore della cattedra di geriatria all'Università de L’Aquila –. Da qui si evincono due riflessioni: anzitutto, la prevenzione dell’anziano deve iniziare in età giovanile; in secondo luogo, la gestione del paziente in età geriatrica può avvenire attraverso il controllo ottimale della pressione arteriosa per monitorare l’ipertensione, assai diffusa e principale causa di ictus in questi soggetti, oltre che una delle principali cause di declino cognitivo e di demenza».

FonteSiprec
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