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Giornata italiana per la prevenzione Cardiovascolare

L'iniziativa della Siprec

Le patologie cardiovascolari, malattie di genere. L’insorgenza è infatti differente nelle donne e negli uomini. Il genere maschile è sempre stato quello maggiormente coinvolto, ma recenti studi permettono di rilevare una crescente attenzione anche alle donne. Negli uomini queste malattie iniziano a manifestarsi già nella quarta decade di vita, mentre nelle donne l’incidenza è bassa prima della menopausa, ma aumenta dopo i 60 anni. Quando l’aspettativa di vita era più bassa, si riteneva che la donna fosse protetta dalle malattie cardiovascolari, ma oggi la situazione è cambiata ed è stata ulteriormente condizionata dalla pandemia, che ha messo in discussione anche le forme più basilari di prevenzione. Riportare l’attenzione su questo tema è uno degli obiettivi della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare che ha promosso per oggi la prima Giornata italiana per la prevenzione cardiovascolare.

«Troppo spesso la donna è stata trascurata – sottolinea la professoressa Maria Grazia Modena, consigliere Siprec e ordinario di cardiologia all'Università di Modena -. Le patologie cardiovascolari colpiscono la donna tre volte più di tutti i tumori femminili messi insieme (seno, utero, polmone). In Europa, e similmente in Italia, le donne che oggi muoiono per problemi cardiovascolari (ictus e infarto) sono il 43% contro il 38% degli uomini. A condizionare questi dati in aumento sono i diversi fattori di rischio che caratterizzano le donne, che si possono suddividere in classici, esclusivi e peculiari. I primi sono gli stessi degli uomini: fumo, colesterolo alto, ipertensione, diabete, assenza di movimento, obesità, alimentazione non corretta. La donna però aggiunge dei fattori di rischio esclusivi legati alla sua vita biologica: anzitutto, la menopausa, che può diventare ancora più aggressiva se precoce, tra i 30 e 40 anni; un menarca precoce o tardivo; malattie come ipertensione o diabete in gravidanza; la sindrome dell’ovaio policistico. In terzo luogo, ci sono i fattori di rischio che nella donna sono prevalenti: le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il lupus, la sclerodermia, la miastenia, la tiroidite hanno conseguenze più impattanti nella donna».

L’impatto del Covid sulle patologie cardiovascolari ha indotto la Siprec a promuovere la Giornata italiana per la prevenzione cardiovascolare. Obiettivo: accrescere la consapevolezza dell’importanza e dell’incidenza di queste malattie e soprattutto la possibilità di prevenirle. «La prevenzione cardiovascolare rappresenta un pilastro del Sistema sanitario nazionale – sottolinea il professor Massimo Volpe, presidente Siprec -. Nell’ultimo anno si è determinata una scarsa attenzione nei confronti di tutti gli interventi di prevenzione con minore accessibilità ai controlli medici e con un peggioramento degli stili di vita legati alle restrizioni».

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