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Zoonosi: brucellosi, malattia animale trasmissibile all’uomo

Salute

La brucellosi è causata da batteri gram negativi appartenenti al genere Brucella. Si tratta di una grave zoonosi, con notevole impatto sociale ed economico.

In Italia ha avuto un picco alla fine degli anni ’40, dopo di che sono stati adottati piani di controllo nazionali e regionali, con obbligo fra l’altro di denuncia.

La brucellosi colpisce diversi tipi di animali, fra cui mucche, pecore, capre, cervi, maiali, cani. Gli animali gravidi possono trasmettere la malattia a livello uterino ai propri figli e la Brucella viene eliminata anche attraverso il colostro e il latte.

Gli uomini possono contrarre la malattia entrando in contatto con animali o prodotti di origine animale contaminati. Di solito l’uomo si può infettare attraverso cibi o bevande contaminati, per inalazione oppure tramite piccole ferite sulla pelle. La prima è la via più comune, in quanto il batterio della brucellosi è presente anche nel latte degli animali infetti e contagia l’uomo a seguito di consumo di formaggi o latte contaminati. La seconda via di contagio, per inalazione, riguarda soprattutto le persone che svolgono determinate occupazioni, in particolare quelle che lavorano in laboratori dove vengono coltivati questi batteri. Invece il contagio attraverso piccole ferite della pelle può riguardare categorie come i veterinari o gli allevatori, tramite il contatto di materiale organico infetto, come placente o feti morti. 

Non sempre l’infezione causa sintomi, a volte per mesi interi la persona non si accorge di essere stata infettata, ma quando il batterio supera le capacità di difesa dell’organismo, si possono manifestare febbre, anoressia, senso di debolezza, perdita di peso. 

La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici per tempi abbastanza lunghi, e spesso è necessario il ricovero ospedaliero.

Non esistono a tutt’oggi vaccini per prevenire questa zoonosi.

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