spot_imgspot_img

Colesterolo: amico o nemico?

Salute

Il colesterolo svolge nell’organismo importanti funzioni e pertanto non può essere considerato a priori il nemico da combattere: esso rappresenta il precursore per la sintesi di molti ormoni, della vitamina D e dei sali biliari quindi, in sua assenza, le ghiandole si troverebbero in seria difficoltà, la vitamina D non favorirebbe l’assorbimento del calcio con conseguente indebolimento delle ossa, e senza la bile anche la digestione sarebbe compromessa. Tuttavia è importante che il suo quantitativo nel sangue rimanga entro certi limiti, altrimenti si parla di ipercolesterolemia, che costituisce uno dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Il valore oggi ritenuto ottimale è di 180/200 mg di colesterolo per decilitro di sangue, ma questo dato non è così categorico perché dipende da vari fattori. Oltre al valore totale, chi esegue un prelievo di sangue troverà nel referto altri due dati: LDL-colesterolo e HDL-colesterolo. Le LDL (Low Density Lipoproteins o lipoproteine a bassa densità) trasportano il colesterolo dal fegato alle cellule dei tessuti. Il loro eccesso non viene assorbito dai tessuti, ma si deposita sulle pareti dei vasi sanguigni, fenomeno che sta all’inizio dell’aterosclerosi, ragion per cui le LDL sono chiamate anche colesterolo cattivo. Le lipoproteine ad alta densità (High Density Lipoproteins O HDL) veicolano invece il colesterolo dalla periferia dell’organismo verso il fegato, favorendo la rimozione delle placche aterosclerotiche dalle pareti dei vasi e meritando l’appellativo di colesterolo buono. In caso di ipercolesterolemia, un primo passo è senz’altro quello di mantenere il peso corporeo ideale, o ridurlo se in eccesso: a volte si osserva la riduzione del colesterolo ematico. Consigliabile anche praticare una certa attività fisica (è sufficiente una passeggiata di mezzora al giorno!), ed evitare il fumo, gli alcolici e, se possibile, le situazioni di stress. Qualora il medico decidesse di intraprendere un trattamento farmacologico, quest’ultimo non deve mai sostituirsi alla dieta, ma affiancarsi ad essa. Anche la natura, come sempre, offre qualche rimedio: l’aglio, rimedio conosciuto fin dall’antichità, veniva somministrato dai faraoni egiziani agli schiavi che costruivano le piramidi per aumentarne la resistenza fisica. Esso somma all’effetto antipertensivo un’azione ipolipidemizzante e ipocolesterolemizzante, e aiuta dunque a prevenire la malattia aterosclerotica. Il problema maggiore del consumo di aglio rimane il famigerato alito che non sempre favorisce la vita sociale, per cui si consiglia di assumerlo sotto forma di integratori appositamente formulati. È da evitare nei pazienti anemici, con problemi di stomaco, in gravidanza e durante l’allattamento. L’olio di germe di grano deve la sua azione benefica sull’aterosclerosi al contenuto in acidi grassi essenziali (oleico, linoleico e linolenico) e beta-sitosterolo. La Garcinia Cambogia è un arbusto originario del sud-est asiatico, la cui parte utilizzata sono i frutti, che contengono nella buccia l’acido idrossicitrico. Quando l’ingestione di cibo supera le necessità dell’organismo, la parte eccedente viene immagazzinata sotto forma di tessuto adiposo, grazie ad un enzima che viene inibito appunto dall’acido idrossicitrico, pertanto l’assunzione di Garcinia limita la conversione dei principi nutritivi in grassi. Per queste caratteristiche è utilizzata anche come coadiuvante nelle diete dimagranti. Molto utile l’aumento del consumo di pesce nella dieta, per l’elevato contenuto in acidi grassi insaturi, ma per chi proprio il pesce non lo sopporta, esistono in commercio integratori alimentari a base di olio di pesce, ricchi di acidi grassi poliinsaturi omega 3. Infine l’anticolesterolo naturale per eccellenza: la lecitina di soia, in cui abbondano gli acidi linoleico e linolenico, che favoriscono la riduzione della colesterolemia e preservano l’elasticità delle pareti dei vasi sanguigni. 

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli