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Covid: come sono cambiati i sintomi

Salute

Lo ha spiegato all’Adnkronos Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all’Ospedale di Pisa, precisando che, seppure i sintomi che si riscontrano più frequentemente, e purtroppo a volte anche in maniera grave, restano quelli respiratori e in particolare la polmonite, oggi si manifestano anche disturbi a carico dell’apparato digerente, con nausea, vomito e/o diarrea e inappetenza.

Questo fa sì che il medico di medicina generale debba porre ancora più attenzione nel ricondurre sintomi, all’apparenza generici e facilmente attribuibili ad altre patologie, proprio all’infezione da Covid 19.

La maggior diffusione della variante inglese del virus sta interessando le fasce più giovani della popolazione, spesso in modo grave.

Restano però gli ultrasessantenni con patologie preesistenti, come ipertensione arteriosa, diabete, malattie cardiache, tumori, immunodepressione, i più esposti a sviluppare la malattia, in particolare gli uomini.

Per fortuna, i bambini tendono ad avere un rischio inferiore di sviluppare sintomi o malattie gravi rispetto agli adulti.

Ricordiamo che l’infezione può essere trasmessa anche da persone asintomatiche, quindi è importante che chi è positivo al tampone, oltre a ricevere le cure adeguate a seconda della gravità della malattia, venga isolato per limitare i contatti con gli altri e la diffusione del virus.

Quindi continuiamo a osservare le misure di prevenzione come l’uso della mascherina, il frequente lavaggio delle mani o l’utilizzo del gel disinfettante e il distanziamento fisico.

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