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La celiachia e il Covid

Salute

Non sono ancora stati fatti studi specifici sul rischio di Covid 19 nei celiaci.

Tuttavia, è plausibile che le persone affette da celiachia non complicata, che seguono attentamente la loro dieta e che non presentano segni clinici, non presentino, rispetto alla popolazione generale, maggior rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus e non è neppure previsto un decorso peggiore dell’eventuale malattia.

Se invece la celiachia è complicata da iposplenismo, cioè ridotta funzionalità della milza, i pazienti sono più soggetti alle infezioni, e quindi le misure preventive devono essere applicate con estremo rigore, così come la dieta senza glutine deve essere seguita senza eccezioni di sorta.

Altro tema in cui la pandemia ha influenzato la vita di chi soffre di celiachia riguarda la diagnosi, che richiede spesso l’esecuzione della duodenoscopia

Questo esame può costituire un pericolo di trasmissione di Sars-Cov 2 per l’operatore sanitario che lo esegue, in quanto provoca la nebulizzazione aerosolica della saliva e delle prime vie digerenti.

Questo ha fatto sì che la Società Europea di Endoscopia Gastrointestinale decidesse di sospendere l’esecuzione delle esofago-gastroduodenoscopie di routine e che venissero eseguite solo quelle indispensabili e urgenti.

Da considerare inoltre che gli accessi agli accertamenti diagnostici della celiachia potrebbero essere stati influenzati, fin dall’inizio della pandemia, dal timore di contrarre l’infezione.

Per quanto riguarda il monitoraggio del paziente celiaco, non sembrano esserci particolari difficoltà, grazie anche all’aiuto della telemedicina.

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