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Covid 19 e malattia renale cronica: una difficile convivenza

Salute

L’infezione da Coronavirus si è rivelata drammatica per le persone con problemi renali cronici, in quanto la mortalità è fino a 10 volte superiore a quella della media della popolazione generale.

Questo è quanto emerge da uno studio della Società Italiana di Nefrologia (SIN), che ha preso in considerazione pazienti presenti su tutto il territorio nazionale. Covid 19 infatti danneggia anche i reni e, secondo una recente ricerca, molte delle persone ricoverate per Covid 19 presentano proteine o sangue nelle urine, chiaro segnale di danni renali.

Dalla prima alla seconda ondata di Covid i numeri dei pazienti positivi sono peggiorati considerevolmente.

«È evidente – spiega Piergiorgio Messa, Presidente SIN e Direttore di Unità Operativa Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale – Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Nefrologia all'Università degli Studi di Milano – che il rapporto tra malati nefropatici positivi (dializzati e trapiantati) e numero di morti resta elevatissimo, pressoché invariato, confermando la necessità di intervenire con un piano vaccini che li consideri in maniera prioritaria in quanto categoria emblematica di soggetti fragili per esposizione all’infezione, presenza di altre patologie e conseguente alta letalità».

La SIN dà dei consigli ai soggetti con malattia renale cronica, per cercare di ridurre il più possibile i rischi:

mantenere le distanze di sicurezza, lavare spesso le mani e portare la mascherina

mantenere un corretto stile di vita, mangiando sano, svolgendo attività fisica e non fumando

sottoporsi a vaccinazione quando possibile

consultare il nefrologo per ogni dubbio e non assumere farmaci che non siano stati consigliati dal medico.

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