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Cure naturali per l’ipertrofia prostatica benigna

Salute

L’ipertrofia (o iperplasia) prostatica benigna è caratterizzata da un aumento di volume della prostata, spesso dovuto all’età. Questo ingrossamento della ghiandola prostatica può comprimere il canale dell’uretra, ostruendolo parzialmente e provocando difficoltà a urinare.

Controlli periodici dopo i 40-50 anni sono indispensabili per una diagnosi precoce, oppure ogni qualvolta si presentino dei problemi.

Importante seguire un’alimentazione equilibrata ricca di frutta, verdura, cereali integrali, tanta acqua e povera di grassi saturi, alcolici, caffè e crostacei, e praticare una moderata attività fisica.

Se il problema è già presente, anche la natura può aiutare a trattare la sintomatologia, in particolare con tre piante piuttosto note: Serenoa repens, Urtica dioica e Pygeum africanum.

La Serenoa repens, o palma nana americana, è una piccola pianta i cui principi attivi si trovano nei frutti, delle bacche bluastre che vengono essiccate prima di essere sottoposte a lavorazione.

Agisce come adiuvante per trattare i problemi urinari tipici dell’ipertrofia prostatica e la pesantezza pelvica.

Tra gli effetti collaterali della Serenoa, nausea e dolori addominali, soprattutto se assunta a stomaco vuoto.

L’Urtica dioica (ortica) ha azione antinfiammatoria ed è in grado di ridurre il volume della prostata, con un meccanismo ancora non del tutto chiaro, ma senza particolari effetti collaterali.

Del Pygeum africanum si utilizza la corteccia, da cui si ottiene un estratto lipido-sterolico con azione decongestionante e antiedemigena. Queste caratteristiche contribuiscono a ridurre la sintomatologia urinaria nella ipertrofia prostatica benigna, senza effetti collaterali degni di nota.

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