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Colpisce soprattutto i bambini: la malattia di Kawasaki

Salute

La malattia di Kawasaki è una vasculite, in quanto provoca infiammazione e accumulo di liquidi che, a sua volta, genera una dilatazione dei vasi sanguigni con possibili alterazioni delle arterie coronarie, che sono coinvolte in circa il 20% dei pazienti non trattati. Nel 5% dei bambini questo causa problemi al cuore.

Questa patologia colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni di età e, oltre ai vasi sanguigni, coinvolge i linfonodi del collo, la pelle e le mucose all'interno della bocca, del naso e della gola.

Fra i sintomi, oltre all’ingrossamento dei linfonodi, ricordiamo febbre (di solito alta), eruzione cutanea, arrossamento delle dita dei piedi e delle mani, occhi rossi e labbra screpolate.

I sintomi diminuiscono nel giro di poche settimane e, se la malattia è ben curata, guarisce in sei-otto settimane.

Ci sono ancora dei dubbi sulla causa: infezione? Malattia autoimmune? Malattia con una componente genetica? I bambini giapponesi ne sono maggiormente colpiti, ma la malattia è presente in tutto il mondo. 

Inoltre, colpisce 1,5 volte più frequentemente il sesso maschile rispetto a quello femminile.

Da rilevare anche il fatto che in concomitanza con la pandemia c’è stato un considerevole aumento delle diagnosi di malattia di Kawasaki, tra i bambini colpiti dal virus Sars Co2.

I bambini al di sotto dei sei mesi in genere sono immuni, probabilmente grazie agli anticorpi che la madre trasmette loro sia prima della nascita che durante l’allattamento.

La malattia di Kawasaki può essere inizialmente confusa con altre patologie, come la scarlattina e la rosolia, in ogni caso, al primo sospetto, è necessario rivolgersi al pediatra.

Gli esami per accertare la presenza della malattia sono diversi e comprendono, tra gli altri, esami del sangue e delle urine, elettrocardiogramma e ecocardiogramma, RX torace.

È necessario il ricovero in ospedale per seguire meglio l’andamento della malattia e anche perché, prima si interviene, più rapido sarà il recupero.

I due farmaci principali usati per curare la malattia di Kawasaki sono le immunoglobuline (anticorpi) da somministrare per via endovenosa e l'acido acetilsalicilico.

Quest’ultimo, seppure in genere controindicato nei bambini, in questo caso è d’aiuto nel ridurre il dolore e la febbre, l’infiammazione e, a basse dosi, agisce come antiaggregante piastrinico.

In assenza di malattia coronarica, la prognosi per una completa guarigione è eccellente.

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