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Cosa bisogna sapere sulla perdita dei capelli

Calvizie nell'uomo

Iniziamo col dire che calvizie maschile, pur essendo un termine molto diffuso nel linguaggio comune, non è il più corretto per identificare questo problema.

Infatti, quando vi si fa riferimento, si intende in realtà la patologia conosciuta come alopecia androgenetica, il tipo di alopecia più diffusa che, come il nome stesso suggerisce, colpisce maggiormente gli uomini per cause imputabili alla genetica.

Ma cerchiamo di fare più chiarezza su questo tema analizzando l’infografica La calvizie in Italia e nel resto del mondo – Tutti i numeri sulla caduta dei capelli, ideata dal Centro Tricologico Istituto Helvetico Sanders, per vedere quali sono i rimedi contro le calvizie.

Quali sono le principali fonti di informazioni

Come possiamo vedere dall’infografica, i dati sono abbastanza costanti per uomini e donne: il 64% delle donne e il 59% degli uomini intervistati hanno dichiarato di aver cercato sul web informazioni sulla condizione dei loro capelli.
Internet, però, non è l’unica fonte di notizie. Molti si affidano ad amici e parenti che magari hanno già vissuto in prima persona questi problemi (il 26% degli uomini e il 21% delle donne) oppure cercano di capirne di più attraverso la lettura di articoli sui giornali (il 23% degli uomini e 28% delle donne).

Informarsi correttamente è il modo migliore per poter intervenire, se necessario, nel minor tempo possibile.

Ad oggi, infatti, ci sono ancora fin troppe fake news attorno a questo tema: c’è chi pensa che tagliare spesso i capelli li faccia ricrescere più forti, e chi invece è convinto che lavarli molto frequentemente, usare lacche e gel o indossare spesso cappelli danneggi i capelli e favorisca la calvizie. In realtà, nessuna di queste fake news è vera: bisogna solo prendersi cura dei propri capelli e affidarsi a degli esperti quando necessario.

Tutti i numeri sulla caduta dei capelli

Seppur la calvizie colpisca sia gli uomini che le donne, le percentuali sono decisamente maggiori per gli uomini: in Italia, infatti, il 39,01% della popolazione maschile ha un problema di caduta dei capelli (contro circa il 13% delle donne), e il 65% degli italiani intervistati considera la calvizie come l’inestetismo peggiore.

Come abbiamo detto, la causa principale della calvizie è genetica: essa è legata al diidrotestosterone, l’enzima che converte il testosterone in DHT, particolarmente attivo nelle popolazioni di razza caucasica.
Anche l’ereditarietà è un fattore da non sottovalutare: la calvizie, infatti, è causata da molti geni diversi che si ereditano da entrambi i genitori.

Le ragioni che spingono chi ne è affetto ad intervenire, ricorrendo a trattamenti o trapianti di capelli, sono principalmente due: migliorare la propria vita sociale e sentimentale (37% degli intervistati) o migliorare la propria vita professionale (il 34,7%). Motivazioni legate, quindi, alla percezione che si ha di se e alla propria autostima.
Forse è per questo che negli ultimi anni il numero di coloro che hanno deciso di sottoporsi a trattamenti o trapani di capelli è aumentato del 13% rispetto al 2016, con un totale di 2.083.522 pazienti nel mondo, di cui 735.312 trapianti (+16% rispetto al 2016).
In Italia, circa 100.000 persone hanno scelto di fare un trapianto di capelli solo nell’ultimo anno (2019).

Infografica Calvizie

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