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Anziani e politerapia, i rischi

Salute

Politerapia, cioè l’uso da parte di un paziente di più farmaci contemporaneamente.
Prendere fino a 10 farmaci al giorno triplica il rischio di eventi avversi, soprattutto per le donne. È quanto ha concluso uno studio pubblicato sul British Journal of General Practice, coordinato da Emma Wallace, della University College Cork.
I numeri sono elevati, si parla di una persona su quattro che accusa disturbi dovuti agli effetti collaterali della terapia che sta seguendo, dietro prescrizione medica.
Tra i farmaci più frequentemente coinvolti ci sono proprio quelli più utilizzati, come gli antipertensivi e i farmaci per l’apparato cardiovascolare, antidolorifici come il tramadolo e paracetamolo con codeina, antibiotici come l’amoxicillina.
Un rapporto del Servizio Sanitario inglese sostiene che ben il 10% delle prescrizioni mediche sarebbe di nessuna utilità o addirittura controproducente.
Lo studio è durato sei anni, durante i quali sono state monitorate 592 persone di età pari o superiore a 70 anni, stabilendo che una su quattro ha avuto almeno un effetto indesiderato.
Tra gli eventi più frequenti secchezza della bocca, mal di testa, tosse secca, nausea, gonfiore alle caviglie.
Nella maggior parte dei casi, però, la situazione si è risolta spontaneamente e gli effetti collaterali, piuttosto lievi, sono spariti nel giro di qualche tempo. Non sempre è andata così bene: circa l’11% degli eventi era di entità moderata e otto pazienti hanno dovuto ricorrere al ricovero ospedaliero per queste reazioni.
A volte risulta difficile collegare l’insorgenza di sintomi, spesso poco specifici, con l’assunzione della terapia; il medico di base si trova nella posizione ideale per una valutazione, in quanto conosce il paziente e la sua anamnesi, e può decidere per una sostituzione o una sospensione del farmaco incriminato.
A volte i problemi sono anche creati dalla scarsa aderenza terapeutica del paziente, che può saltare delle dosi o, per errore, assumerne più del dovuto. Ultimamente diverse aziende hanno formulato delle pastiglie contenenti più di un principio attivo, per esempio antipertensivo più diuretico più calcioantagonista, proprio per facilitare l’assunzione da parte dell’anziano.

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