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Squilibri ormonali: la ginecomastia

Salute

La ginecomastia consiste nel rigonfiamento, di origine non tumorale, del tessuto mammario in soggetti di sesso maschile, che può riguardare entrambe le mammelle o una sola.
La causa è uno squilibrio ormonale, per una variazione nel rapporto tra estrogeni (ormoni che controllano i tratti femminili, tra cui lo sviluppo delle mammelle) e testosterone (ormone che controlla i tratti maschili, come la peluria e la massa muscolare).
Entrambi questi tipi di ormoni sono presenti sia nel maschio sia nella femmina, in proporzioni diverse.
Nei neonati, durante la pubertà e negli anziani la ginecomastia può essere anche fisiologica. Alla nascita, infatti, il bambino di sesso maschile risente dell’influenza degli estrogeni della madre ed è piuttosto frequente che presenti ingrossamento del tessuto mammario.
Oltre al rigonfiamento, spesso si avverte dolore al seno, oltre all’imbarazzo se il problema è consistente.
Alcune patologie possono influenzare la produzione di ormoni e dare luogo a ginecomastia. Tra queste ricordiamo l’ipogonadismo o i tumori del testicolo, l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo, l’eccessiva produzione di prolattina, un ormone che promuove la secrezione da parte delle ghiandole mammarie, l’insufficienza epatica o renale e la malnutrizione.
Anche alcuni farmaci possono causare ginecomastia, come per esempio gli estrogeni, gli antiandrogeni utilizzati nella terapia di ingrossamento o tumore della prostata (finasteride e flutamide), gli steroidi anabolizzanti, in alcuni casi prescritti dal medico per determinate situazioni, in altri casi usati illegalmente come doping per l’attività sportiva.
In genere non è necessario un trattamento perché la situazione si risolve spontaneamente in 12-18 mesi, per cui possono bastare periodici controlli. Se invece così non fosse, o si avverte molto dolore, bisogna che il medico intervenga. Se il paziente sta assumendo farmaci che potrebbero causare ginecomastia, l’assunzione andrà interrotta e il medicinale andrà sostituito. In altri casi può essere consigliabile ricorrere all’intervento chirurgico per rimuovere il tessuto mammario in eccesso, e nel caso in cui l’intervento non sia possibile possono essere prescritti farmaci anti-estrogeni come tamoxifene o inibitori dell’aromatasi come anastrozolo, che però non sono approvati per questa indicazione in Europa.

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