spot_imgspot_img

Lacrime artificiali: a cosa servono e quando usarle

Salute

Le lacrime artificiali sono in commercio sotto forma di collirio o gel oftalmico e vanno applicate allo scopo di inumidire l’occhio come fanno le lacrime naturali.

Queste ultime svolgono diverse funzioni per il benessere degli occhi, tra cui lubrificare, proteggere e nutrire la superficie oculare, ridurre l’attrito, migliorare la visione, allontanare dall’occhio eventuali corpi estranei o sostanze tossiche.

Le lacrime artificiali sono usate in caso di secchezza oculare proprio per sopperire a queste funzioni. I loro costituenti principali sono derivati della cellulosa, polivinilalcol, povidone e acido ialuronico.

L’occhio secco è caratterizzato da bruciore, irritazione, disidratazione, sensazione di corpo estraneo, prurito. È un problema molto diffuso, soprattutto tra le donne in menopausa.

L’uso regolare delle lacrime artificiali ripristina l’equilibrio alterato e riduce i disturbi.

Sono suddivise in due categorie, a seconda che contengano o meno conservanti, come per esempio il benzalconio cloruro:

 – con conservanti (di solito contenute in flaconcini multidose) che permettono di evitare la crescita batterica una volta che la confezione sia stata aperta, fermo restando che dopo l’apertura c’è un periodo di tempo entro il quale il prodotto deve essere usato e poi gettato anche se non consumato interamente. I conservanti, però, soprattutto se usati per un lungo periodo, possono causare irritazione, infiammazione, ipersensibilità e tossicità agli occhi;

– senza conservanti, in commercio in flaconcini monodose, raccomandati in caso di applicazioni frequenti, più di quattro volte al giorno, o di secchezza oculare moderata o grave.

La consistenza delle lacrime artificiali è piuttosto densa, gelatinosa, in particolare per quanto riguarda i gel e le pomate che, potendo offuscare la visione, vanno messi preferibilmente prima di andare a dormire.

Le lacrime artificiali si possono acquistare in farmacia anche senza ricetta medica, ma è sempre consigliabile mettere al corrente il proprio medico

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli