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Ciuccio (o dito in bocca): si o no?

Salute

Succhietto, succhiotto, per i più ciuccio; comunque lo si voglia chiamare, sta di fatto che succhiare questo piccolo strumento, o magari un ditino, può essere consolatorio e rassicurante.

L’istinto della suzione è molto sviluppato nei bambini, fin dai primi giorni di vita, allo scopo di nutrirsi con il latte materno, e il ciuccio appaga questo istinto. Negandolo, è possibile che il bambino succhi il dito, il che è peggio perché dobbiamo pensare che il dito, a differenza del ciuccio, è sempre a disposizione.

Ovviamente, l’importante è non esagerare: se il ciuccio viene tenuto in bocca moltissime ore al giorno, anche nell’epoca della dentizione, si corre il rischio di interferire negativamente con la crescita dei denti.

Molti adulti dolcificano il ciuccio con lo zucchero, o con il miele, ma questo non è consigliabile, in quanto i dolci favoriscono lo sviluppo della carie, senza contare che, abituando il bimbo a sapori dolci, si potrebbero creare i presupposti per un futuro sovrappeso.

Poiché il ciuccio può diventare un ricettacolo di germi, è bene sterilizzarlo ogni giorno, in acqua bollente o in apposito liquido, e ogni tanto sostituirlo.

A che età va tolta questa abitudine? In realtà non c’è un’età giusta, uguale per tutti. La cosa migliore sarebbe che fosse il bambino stesso ad abbandonarla, come accade nella maggior parte dei casi. L’ansia dei genitori in tal senso, però, può ottenere il risultato opposto: il bambino non comprende l’insistenza e il motivo per cui la mamma e il papà vogliono togliergli il ciuccio, e vi si affeziona ancora di più.

Se proprio non volesse saperne di mollare il ciuccio, ci penseranno i compagni di asilo e i piccoli amici, con le loro prese in giro, a far si che ciò accada, e anche in tempi molto brevi.

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