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Meno sale, più salute

Salute

Parlando di sale da cucina, intendiamo il cloruro di sodio, sostanza chimica fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo.

Oltre che per dare sapore, il sale si usa per conservare i cibi, per disidratare e per preparare salumi.

Si può ricavare dall’acqua di mare o si può estrarre dalle miniere. 

Il consumo eccessivo di sale, tuttavia, è nocivo, e determina un aumento della pressione arteriosa, con conseguente aumento del rischio di patologie ad essa associate, in particolare a livello cardiovascolare, come ictus e infarto del miocardio. L’introito di sale è stato, inoltre, associato anche ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, in particolare quelli dello stomaco, osteoporosi, in quanto aumenta l’eliminazione renale di calcio, e malattie renali.

Il consumo giornaliero raccomandato di sale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) deve essere inferiore ai 5 g al giorno, che corrispondono a circa 2 g di sodio. I neonati e i bambini sotto gli 11 anni devono introdurre quantità di sale inferiori rispetto agli adulti. Ai bambini sotto un anno di età basta meno di 1 g di sale al giorno. Il bambino allattato al seno riceverà dal latte materno la giusta quantità di cloruro di sodio e il latte artificiale ne contiene una quantità simile.

La maggior parte del sale viene assunta attraverso l’alimentazione, per cui chi mangia troppo salato dovrà impegnarsi ad aggiungere meno sale, per esempio all’acqua della pasta, mentre sarà necessaria un’opera di sensibilizzazione nei confronti delle industrie alimentari per ridurre il contenuto di sale dei prodotti trasformati.

Cosa può fare ognuno di noi per ridurre il consumo di sale?

Ridurre l’uso di sale aggiunto ai cibi durante la loro preparazione;

evitare di aggiungere sale alle pappe dei bambini, così che si abituino a mangiare non troppo saporito;

limitare l’uso di altri condimenti contenenti sale, come dadi, salse, ecc., preferire erbe aromatiche o succo di limone per insaporire i piatti;

leggere le etichette dei cibi e scegliere quelli a minor contenuto di sale;

limitare il consumo di patatine e snack in sacchetto, cibi in scatola, alcuni salumi.

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