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Cimicifuga: un aiuto per i disturbi della menopausa

Salute

La cimicifuga (nome scientifico Actaea racemosa) è una pianta erbacea perenne originaria della costa est degli Stati Uniti e del Canada, con lunghi fiori bianchi, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. Predilige zone umide e ombreggiate, con terreni ricchi di humus.

Sembra che il suo strano nome si riferisca all’odore sgradevole dei suoi fiori a cui era associata la proprietà di allontanare gli insetti, anche se si tratta di un’ipotesi non validata da studi.

La parte utilizzata in erboristeria sono i rizomi e le radici, i cui estratti trovano impiego soprattutto per la cura dei disturbi della menopausa, come le vampate di calore.

Questo grazie al suo contenuto in glicosidi triterpenici, alcaloidi, acidi grassi, acido salicilico, tannini, flavonoidi, una resina chiamata cimicifugina, oligoelementi e fitoestrogeni. Questi ultimi sono in grado di legarsi ai recettori per la serotonina posti nell’ipotalamo così da svolgere un’azione simile a quella di questo neurotrasmettitore utile nel trattamento della sindrome menopausale, ma anche della sindrome premestruale e della dismenorrea (dolori mestruali).

In menopausa la cimicifuga, oltre che contro le vampate di calore, aiuta anche contro l’irritabilità, i disturbi dell’umore, la difficoltà di concentrazione.

A dosi normali di solito non compaiono effetti collaterali, mentre a dosi alte possono manifestarsi mal di testa, vertigini, nausea e diarrea.

Meglio evitare l’assunzione in gravidanza e allattamento e in caso di tumori estrogeno-dipendenti, pregressi o attuali.

Particolare attenzione va posta anche in caso si seguano terapie croniche di tipo ormonale, con antipertensivi o con immunosoppressori, dei quali potrebbe variare gli effetti.

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